Acquista visibilità con la cartellonistica in pixel e il digital signage

Scopri come valorizzare al 100% i contenuti che mostri con la Content Intelligence

Stefano Marchi
Campaign Manager @ THRON

Rifletti le aspettative dei tuoi utenti!

 
Se ci pensiamo bene, i consumatori moderni, per via della loro maturità digitale, sono dei Narcisi perché sono maggiormente ingaggiati da quei contenuti che soddisfano i loro bisogni e quindi, per quanto credano di innamorarsi del brand che ha fatto vivere loro la migliore customer experience, si innamorano di un “riflesso” di loro stessi.

Il ruolo di “specchio” in cui i marchi possono riflettere le aspettative specifiche di ogni utente con contenuti in linea con i loro interessi può essere assunto dagli schermi digitali della OOH (Out-of-Home) Advertising e dal digital signage in store. Il report Magna Global’s Media Economy, infatti, indica nella pubblicità fuori casa, la cosiddetta cartellonistica, l’unica forma di pubblicità tradizionale che, a differenza della maggior parte degli altri media (giornali, tv etc.) è in continua crescita tanto da sovraperformare nella sua versione digitale registrando una forte crescita fino al 12% in alcuni mercati come la Francia e la Russia.

I motivi sono diversi: sicuramente il primo e più importante è legato al fatto che ormai le persone trascorrono la maggior parte della giornata fuori di casa e spesso risiedono in ambienti urbani (le stime dicono che il 55% di essi vive all’interno delle città, con la previsione che per il 2050 questa percentuale salirà a due terzi). Capirete quindi come ormai i cartelloni facciano ormai parte dell’arredo urbano e si trasformino nel canale privilegiato per raggiungere il pubblico di massa rapidamente, senza la possibilità di essere evitato o bloccato (così come succede nei motori di ricerca dove vengono attivati blocchi o filtraggi della pubblicità). La pubblicità OOH, inoltre, non è soggetta alla frammentazione dei canali a cui sono soggetti gli altri media: tutti la vedono, tutti la ricordano e quando è in pixel è dinamica si adatta facilmente al contesto.

Il discorso centrale di questo tipo di pubblicità è che, integrata con smartphone (geolocalizzazione dell’utente, possibilità di interazioni con wifi etc.) e dati di marketing, può farsi personalizzata, ovvero spingere contenuti e messaggi dinamici a un pubblico specifico promuovendo l’attivazione e ottimizzando le strategie drive-to-store trasformandosi nello Specchio delle brame di HP.

E le prospettive future, come scrive Dave Etherington su Adweek, sono davvero incoraggianti: questi cartelloni in pixel si stanno evolvendo in schermi digitali abilitati IP e diventano veicoli non solo di pubblicità – spesso vista con insofferenza – ma di contenuti che danno valore a chi legge e che quindi invogliano i consumatori a sintonizzarsi e a usufruirne. Per cui è per questo motivo che si stanno evolvendo diventando sempre più editori che pensano alla creazione di contenuti capaci di coinvolgere sempre di più gli utenti, migliorando la loro customer experience.

Lo stesso vale per il digital signage, quella forma di comunicazione di prossimità all’interno dei punti vendita o in spazi pubblici aperti i cui contenuti vengono mostrati ai destinatari attraverso schermi elettronici con opportunità di interazione. Utilizzata sempre di più come strategia di ingaggio, è confermata dalle recenti statistiche: il 70% degli shoppers è attirato da questi schermi tanto che il 50% di essi ricorda a distanza di ore la marca o il prodotto visualizzati. Essi possono, infatti, riconoscere gli utenti e quindi ricevere un feedback rispetto ai contenuti mostrati (c’è interazione o curiosità?) e con i dati raccolti sul comportamento d’acquisto degli shoppers riorientare la comunicazione in modo ancora più profilato e personalizzato diventando veri e propri “magic mirror” dove avviene la magia di una customer experience perfetta.

 

Come ci può aiutare la Content Intelligence?

 

Sapendo come il volume delle risorse digitali ponga sfide sempre più urgenti nella memorizzazione, gestione, recupero, conservazione e condivisione dei file aziendali mantenendo il controllo sui diritti d’accesso e utilizzo, la soluzione ci viene dalla Content Intelligence, ovvero l’Intelligenza Artificiale applicata ai contenuti.

Essa, che nella sua “forma” ideale è integrata in un DAM (Digital Asset Management), si occupa di mettere in ordine e razionalizzare il ciclo di vita dei contenuti che vengono recuperati con facilità e distribuiti in un’unica versione garantendo la brand consistency. La gestione dei contenuti multimediali, da cui l’Intelligence estrapola valore con insights sugli interessi dei clienti, diventa fondamentale per garantire coerenza all’esperienza del cliente che viene veicolata sui cartelloni in pixel tipici della OOH Advertising o sui totem del digital signage.

La multinazionale francese Elior attiva nel settore del catering e della ristorazione collettiva ed Eataly, la catena di punti vendita specializzata nella distribuzione di generi alimentari italiani, si servono di THRON, il DAM che integra la Content Intelligence mappato tra i principali vendors del settore nell’infografica Martech di Scott Brinker, per garantire la coerenza del marchio alimentando i touchpoints multicanale e il digital signage in store, incorporando in una fase successiva l’Intelligenza Artificiale per mappare i consumi.

Se noi pensiamo a FICO Eataly World, il più grande parco agroalimentare aperto nel 2017 a Bologna e di cui Eataly è in prima fila tra le aziende private che hanno messo insieme gli investimenti necessari per dare il via al progetto, sappiamo che sono state installate diverse soluzioni tecnologiche e interattive – quasi 100 - di digital signage (il partner tecnologico è Samsung Electronics) per accompagnare i visitatori alla scoperta delle eccellenze contadine italiane con percorsi didattici e itinerari esperienziali.

Questi schermi, integrati nella visita, si trasformano in vetrine 4.0 con cui comunicare prodotti, servizi e storie creando connessioni interattive con l’audience che viene coinvolta e attratta, vivendo un’esperienza nuova e sorprendente. Se parliamo di più di 100 schermi di contenuti dinamici, è logico che senza un hub “ordinato” da cui reperire questi asset digitali quale può essere il DAM di THRON diventa davvero difficile mantenere il controllo sulla comunicazione e sulla distribuzione. Da questi stessi contenuti sarà poi possibile estrarre, con il supporto dell’Intelligenza Artificiale, i dati sugli interessi degli utenti che ne hanno fruito che contribuiranno a far vivere loro delle esperienze sempre più personalizzate.