Netflix ha fatto bingo. Io ci sono cascata

Stefania Fornasier
Content Manager&Editor @ Content Intelligence Network

Quando ho iniziato la trial gratuita di Netflix, passavo lunghi minuti in piedi davanti alla tv. Per vedere cosa offriva la piattaforma, scorrevo l’anteprima delle serie tv e cercavo di leggere il titolo. Ardua impresa. Avete notato che è sempre scritto in maniera diversa? Bellissime grafiche e idee creative, ma dopo mezz’ora cederebbero tutti. Mi sedevo sul divano e sceglievo l’immagine più attraente, sperando che la storia che rappresentava fosse stata all’altezza.

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Dal 2018 le possibilità che la piattaforma più famosa di streaming faccia molti altri bingo aumenta. I come e i perché sono spiegati molto bene nell'articolo di Thrillist The subliminal trick Netflix uses to get you to watch its movies & shows (Il trucco subliminale usato da Netflix per farti vedere i suoi film e i suoi show).

Infatti, da qualche mese Netflix sta sperimentando un nuovo modo per farci restare incollati allo schermo. Ad una ragazza appassionata di film d'amore e a suo fratello che guarda solo commedie potrebbe venir consigliato lo stesso film, Will Hunting - Genio ribelle, cambiando però l'immagine di anteprima. Insomma, persone con gusti diversi potrebbero essere convinte a guardare uno stesso contenuto solo grazie al potere di un'immagine ben scelta.

Lo stesso ragionamento può essere fatto con gli attori. Pulp Fiction può avere come immagine di anteprima un John Travolta se l'utente ha guardato altri film con lui e ballato sulle canzoni di Grease; se, invece, è fan di Kill Bill, probabilmente vedrà Uma Thurman.

Ma come funziona? Per ciascuno di noi, l'algoritmo di Netflix sceglie come immagine di anteprima di un film quella che pensa ci invoglierà a guardarlo. Intanto, continua a raccogliere dati sul comportamento che abbiamo sulla piattaforma, in modo da migliorare le sue prestazioni. La chiave, infatti è che un'immagine che vediamo oggi potrebbe cambiare domani, quando il sistema avrà "imparato" qualcosa di più su di noi e sugli utenti che hanno un profilo simile al nostro.

Per ogni singola serie, ad esempio, potrebbe essere caricata una dozzina di immagini papabili, che vengono poi classificate in base al profilo di ognuno. Quindi, nell'esempio di Will Hunting – Genio Ribelle, l'immagine di Robin Williams potrebbe essere classificata come quinta migliore per un utente che Netflix ritiene "da film romantici", mentre prima per chi ha un profilo "comico". Per ogni titolo, vedremo l'immagine con il punteggio più alto in base al nostro profilo.

Ovviamente, il fatto di poter allenare l'algoritmo avendo a disposizione il comportamento di 100 milioni di utenti, lo renderà, a lungo andare, incredibilmente preciso. Ciò apre le porte a moltissimi tipi di personalizzazione, non solo delle immagini d'anteprima, ma di descrizioni, di trailer.

Questo, insomma, è solo l'inizio.

In realtà, non passare ore a cercare il titolo esatto è ciò che tutti noi vorremmo, quando torniamo a casa dal lavoro e vogliamo solo rilassarci.

Gli algoritmi di raccomandazione di contenuti diventeranno certo sempre più intelligenti e potranno fare molto di più che "manipolare" il customer journey dell’utente. Riusciranno, almeno io ci spero, a rendere davvero migliore e soddisfacente la raccomandazione che ci verrà proposta. D’altra parte, dietro ad ogni grande algoritmo di raccomandazione c’è una persona, che una volta a casa vuole un Netflix fatto a sua immagine e somiglianza, esattamente come noi!