Assicura la migliore Content Experience ai tuoi utenti

Scopri come ti può aiutare il DAM Intelligente

La Redazione
Content Intelligence Network

Pensandoci, tutti tornano dove sono stati bene.

È questa una sacrosanta verità: i consumatori sono fedeli alle esperienze, non alle aziende.

Si sa che la digitalizzazione ha moltiplicato le occasioni di interazioni con gli utenti, ma le risposte dei brand sembrano essere motivate da un’ingiustificata kenofobia (= paura del vuoto). La Gran Fucina è in azione, ma per intasare di messaggi i canali in maniera vomitevole. Un bombardamento continuo.

Quando fai troppo, lo fai male. Questa saturazione coincide con la distribuzione di contenuti di qualità inferiore, poco rinvenibili all’occorrenza e non adattati al canale di destinazione: si perde così il focus sull’utente, che ha una domanda conscia o inconscia in testa a cui cerca una risposta pertinente.

 

Gli elementi della Content Experience

 

Per questo occorre considerare la Content Experience: che esperienza stanno sperimentando gli utenti con i nostri contenuti? Come vengono consumati? Come possiamo consegnarli nei modi più significativi?

A questi interrogativi corrispondono i tre elementi della Content Experience, individuati da Überflip

- ambiente: è quell’insieme di caratteristiche che possiamo indicare col termine “look and feel”, ovvero quella combinazione tra design e interfaccia utente dove gli elementi grafici (look) sono uniti all’aspetto funzionale (feel), rendendo la navigazione piacevole ed emozionante. La prima impressione è importantissima, secondo una ricerca di Microsoft Research si costruisce già nei primi 10 secondi di visita. E uno che si è trovato male, per l’88% dei casi non fa più ritorno. 

- struttura: qui entriamo nell’ambito della User Experience (UX), che è un termine che definisce la soddisfazione e la facilità con cui un utente fruisce di un determinato canale per raggiungere lo scopo prefissato. E sicuramente come i contenuti sono organizzati e curati condiziona l’efficacia delle nostre azioni sul web.  

- engagement: non c’è più tempo per essere statici. I contenuti devono essere smart, adattarsi alle caratteristiche e agli interessi degli utenti che ne fruiscono: raccomandazioni personalizzate e CTA (call-to-action) su misura spingono maggiormente l’utente alla conversione.

 

Com’è la situazione in azienda?

 

Come abbiamo accennato prima, il dover alimentare diversi canali con i propri contenuti ha portato le aziende a trovarsi in serie difficoltà a gestire la complessità di questa nuova infrastruttura digitale. Il risultato è caotico, con margini di errore.

Gli asset sono frammentati in più sistemi e vanno ricopiati di volta in volta nei vari CMS per alimentare il canale prescelto. Dover sviluppare, gestire e mantenere diversi lettori multimediali a seconda del formato del contenuto ha un costo, soprattutto quando sono in carico ad agenzie esterne che detengono la proprietà del codice sorgente.

Senza contare poi l’esigenza di dover controllare tutto, per assicurare la brand consistency

Come si può ottimizzare questo passaggio? Come rendere l’azienda padrona della sua comunicazione, dall’inizio alla fine?

1) Abbatti i silos di dati

C’è bisogno di un’unica fonte di verità, senza incoerenze e duplicazioni. Una piattaforma accentratrice come il DAM Intelligente classifica tutti gli asset tramite funzionalità semantiche. Questo permette di strutturare in maniera condivisa i processi di Content Management e di recuperare al bisogno quello che serve. 

2) Crea un’experience appropriata per ogni canale

Uno strumento come il DAM Intelligente si configura come un unico centro di controllo da cui è possibile personalizzare l’aspetto e il comportamento dei player, indipendentemente dalla tipologia di contenuti e dei canali di front end su cui vengono distribuiti.

Per fare un esempio, THRON, che è un DAM Intelligente, dispone di una delivery integrata e di un player universale con editor centralizzato. Funzionalità come il ritaglio automatico delle immagini, lo streaming adattivo dei video, il caricamento intelligente dei player che in caso di connessione lenta dà la precedenza ai contenuti visibili all’utente, assicurano la migliore Content Experience. 

3) Misura l’engagement

I motori AI del DAM Intelligente, grazie al lavoro di classificazione operato in precedenza, sono in grado di registrare automaticamente – tramite matching (tag argomenti = interessi degli utenti), le visualizzazioni e le iterazioni con i contenuti, sia da parte dei visitatori profilati sia di quelli anonimi.
Questo consente di:

- individuare gli argomenti, i formati e i canali preferiti dagli utenti, su cui buttarsi a capofitto per creare contenuti e le CTA più ingaggianti

- lasciare che i tools di Marketing Automation, con questo nuovo dataset, da soli propongano il contenuto migliore per ogni utente