Bikeconomy, è boom dopo il bonus bici. Come farsi trovare pronti

Produttori e negozi di biciclette, le buone pratiche da seguire

La Redazione
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Più di 200mila biciclette vendute a maggio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per l’industria italiana delle biciclette, complici gli incentivi statali del bonus bici, il 2020 potrebbe essere un anno da incorniciare.

Lo conferma una nota di ACMA, il settore ciclo di Confindustria, che registra un 60% di vendite in più dalla riapertura dei negozi in seguito al lockdown. Eppure, dopo lo stop alla produzione, l’intero comparto fatica a stare dietro all’aumento a doppia cifra della domanda.

I bike shop fisici e online dei rivenditori sono letteralmente presi d’assalto, le scorte sono quasi finite e a volte passano settimane prima che i prodotti, soprattutto della fascia medio-bassa, siano di nuovo disponibili. Allo stesso tempo gli stabilimenti di produttori e fornitori lavorano a pieno regime.bike-shop-bonus-bici

Secondo il Financial Times, il trend è in crescita a livello globale: solo in Francia la domanda è aumentata del 350% e anche il colosso sportivo Decathlon, che ha alle spalle svariati magazzini e contratti vantaggiosi con aziende di tutto il mondo, ha liste d’attesa molto lunghe per i modelli economici.

Ma in Italia è merito degli incentivi statali? Il Governo ha stanziato 210 milioni di euro in forma di incentivi – il cosiddetto bonus Mobilità o bonus bici – che coprono per un tetto di 500 euro fino al 60% delle spese sostenute dal 4 maggio al 31 dicembre per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, e veicoli per la mobilità personale a propulsione elettrica (monopattini ecc.).

 

Tutti pazzi per la bici, merito del bonus?

 

Secondo ACMA, gli incentivi per le biciclette hanno sicuramente rivitalizzato in modo significativo il mercato, ma già l’anno scorso si era registrata una crescita del 7%, con 1,58 milioni di biciclette vendute rispetto ai 1,42 milioni del 2018.

Tra bici complete e componentistica, l’Italia si riconferma per produzione ed esportazione il primo paese in Europa (con un export di +4,1% rispetto alla media +3.6% dell’Eurozona, secondo Artibici 2019). Un primato che è strettamente legato alla qualità manifatturiera delle aziende italiane.

Ad oggi le aziende del settore “pedalano” a ritmi elevati per recuperare la produzione perduta e rifornire i bike shop dei rivenditori, ma possono ottimizzare il time-to-market con l’utilizzo di un’unica piattaforma da cui gestire centralmente i processi di creazione e pubblicazione dei materiali destinati ai canali di front-end. Non solo in questi tempi frenetici, ma anche per sostenere con successo quello che si conferma essere un trend in crescita anche per i prossimi anni.

Con un unico archivio collegato a tutti i canali di comunicazione e vendita, possono ottenere tre importanti vantaggi:

1) migliorare la propria presenza online

Partiamo da una premessa importante. Il consumatore italiano passa dall’online all’offline in maniera totalmente spontanea. La ricerca di informazioni è il punto di partenza e secondo il “2 CX Retail Research” che Google ha commissionato a Kantar, più della metà degli intervistati dichiara di cercare online informazioni prima di effettuare un acquisto e il 42% visita diversi siti internet prima di decidere cosa comprare e da quale retailer.

Questa tendenza la possiamo chiamare “info-commerce” ed è la ricerca di informazioni online su caratteristiche, prezzo di un prodotto e opinioni di chi lo ha già acquistato, un insieme di dati che influiscono in maniera determinante sulla scelta finale che porterà al successivo acquisto presso il punto vendita più comodo. Questo vale soprattutto nel settore della bici, con i consumatori che valutano in internet il modello e la tipologia più adatta a loro e poi si recano nel bike shop per finalizzare l’acquisto.

Dalle city bike alle gravel, dalla MTB a quella da corsa fino all’e-bike, passando per materiali diversi (telaio di alluminio, titanio, fibra di carbonio ecc.), la scelta non è semplice. Ad essere premiate in questi tempi di ricerche collegate al bonus bici saranno quelle realtà che dispongono di vetrine online affidabili e complete di tutte le informazioni utili a chi è intenzionato all’acquisto.

Con un unico archivio, in cui si sono fatti convergere i dati di prodotto da sistemi esterni (ERP, PLM, i vari fogli Excel “volanti” inviati dai fornitori) e a cui sono collegate le relative risorse (immagini, video, tutorial ecc.), è possibile:

  • velocizzare i flussi di pubblicazione per l’e-commerce

Basta un click per richiamare tutte le informazioni e risorse collegate a un determinato prodotto (anche quelle che prima erano sparse sugli excel di fornitori) e la pubblicazione delle schede può essere automatizzata. Con uno strumento unificato, è più semplice inoltre gestire la traduzione multilingua delle schede, soprattutto nell’ottica di attrarre consumatori di altri Paesi (e aumentare i volumi di export).  

  • creare rapidamente cataloghi per diversi marketplace

Impostando un set di informazioni, si possono esportare schede predefinite che già rispettino i dettagli richiesti da ogni singola piattaforma di retailers. Pensiamo ai vari marketplace di settore come Bikeeza, Mondobici ecc. In questo modo ci si assicura una presenza completa anche in quei canali non gestiti direttamente, con informazioni e risorse di prima mano.

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2) semplificano la condivisione di materiali con dealer e rivenditori

Ora più che mai la sinergia tra produttore e retailer deve essere forte. A un’elevata richiesta di bici corrisponde anche un elevato bisogno di contenuti. Pensiamo alle istruzioni di montaggio, all’evoluzione dei materiali, alle informazioni da condividere ai consumatori nei negozi di biciclette fisici e online.  

Con un unico archivio si possono creare aree dedicate, in cui i retailers e i distributori possono accedere e scaricarsi risorse approvate ed essere aggiornati tempestivamente sulla produzione. Lo stesso vale anche per la stampa o i PR, in modo da velocizzare il lancio dei nuovi modelli.

3) evitano di perdere tempo per l’aggiornamento manuale sui canali di front end

Un altro vantaggio è il poter aggiornare centralmente le informazioni, senza dover intervenire manualmente nei singoli CMS. In tempi così frenetici, è un attimo pubblicare un dato sbagliato (pensiamo alla disponibilità dei prodotti), per cui la possibilità di aggiornare in corsa è molto utile.

 

Una strategia di successo: Campagnolo

 

Campagnolo è un brand molto conosciuto nel mondo del ciclismo. Distribuisce in tutto il mondo trasmissioni e ruote per biciclette di corsa di alta gamma attraverso oltre 850 rivenditori e negozi di biciclette.

Da diversi anni ha centralizzato tutti i contenuti di marketing e la documentazione tecnica (schede tecniche, articoli di approfondimento ecc.) all’interno della Content Platform THRON. Da questa unica fonte di verità, gestisce sia i flussi di creazione sia di pubblicazione dei materiali.

Una selezione di dealers, inoltre, può accedere alla Trade Area, l’intranet creata all’interno della piattaforma, e accedere a materiale costantemente aggiornato per pubblicizzare i prodotti. A guadagnarci è la brand identity, che si presenta coerente in tutto il mondo. La pubblicazione è centralizzata e quindi anche l’aggiornamento o la rimozione dei dati sbagliati.

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Ma il vantaggio maggiore di collegare e sincronizzare tutti i canali (tra cui anche l’app MyCampy) con un’unica piattaforma è stato sicuramente avere un bacino di raccolta unitario di dati. Non solo sull’uso dei contenuti che fanno i rivenditori (quali materiali prediligono?) ma anche sugli utenti finali, con cui Campagnolo non ha un rapporto diretto se non attraverso il digitale.

In tempi come questi in cui il bonus bici mette a dura prova l’intera filiera, l’aver rafforzato la collaborazione con i rivenditori è sicuramente una KPI importante.