Come l’AI e il Machine Learning stanno cambiando il Marketing

La Redazione
Content Intelligence Network

Forse vi è capitato di osservare lo spostamento di un serpente. Uno stesso percorso non lineare, visto che si utilizzano congiuntamente canali fisici e digitali, coinvolge i consumatori del giorno d’oggi. Ma diverse aziende, ancora ancorate a modelli di business obsoleti, non sanno proporre a questi clienti rapidi come dei serpenti dei percorsi di coinvolgimento efficaci 

Il modo migliore per ottimizzare la customer experience è farsi data-driven ma la maggior parte dei customer data a disposizione è nascosta sotto la superficie, di cui è visibile solo la “punta” dell’iceberg. A dipanare la “matassa” interviene l’Intelligenza Artificiale che può estrarre insight da sfruttare per deliverare customer experience migliori.  

Siamo di fronte a una svolta: l’AI influenzerà ogni aspetto dell’iterazione con i consumatori. Quando parliamo di AI, ci riferiamo soprattutto a uno dei suoi sottoinsiemi, che è il Machine Learning (ML), ovvero l’apprendimento automatico, alla base del sistema attraverso cui i computer elaborano le informazioni 

Gli algoritmi AI analizzano e processano i datine riconoscono le caratteristiche e “imparano” dal loro esame ricavandone valore e più gli input dati “in pasto” alla macchina saranno di qualità migliori saranno le previsioni che andremo a creare.  

Volendo andare nel dettaglio, il futuro è nelle mani del Deep Learning (DL), che è una forma di ML progettata per replicare i principi con cui funzionano i neuroni del cervello umano. Essa è scalabile, una volta che è stata addestrata con grandi quantità di dati può dar vita a schemi ben definiti utilizzabili dalla macchina senza l’intervento umano.  

Come scrive Forbes, i risultati si vedono fin da subito: il 75% delle aziende che si serve del Machine Learning aumenta la soddisfazione dei clienti di oltre il 10%. Ma bisogna capire bene quali sono gli ambiti relativi al Marketing in cui si può sfruttare appieno questo Valhalla della tecnologia. 

 

Perché l’AI è importante per i marketers? 

 

Su Medium Steven Harries individua tre macro-settori in cui l’AI può essere applicata al Marketing con grandi benefici di business:  

1) Coinvolgimento dei consumatori 

 

- Insight sui clienti basati sull’AI, targeting e personalizzazione 

Grazie all’apprendimento automatico è possibile dare adito a modelli di segmentazione dei clienti che estraggono a livello “micro” gruppi dinamici e omogenei per comportamenti e preferenze.  

Prima dell’AI, infatti, era difficile trovare nuovi potenziali clienti al di fuori della “classica” segmentazione target mentre adesso ogni potenziale cliente, anche anonimo, viene “monitorato” dall’AI che registra ogni azione compiuta e dall’analisi del loro comportamento scopre l’intento di ricerca, ovvero il bisogno da soddisfare, a volte ancora non articolato e sollecitato 

Non dimentichiamo che, grazie a funzionalità quali image recognition o speech-to-text, adesso riusciamo a ottenere dati anche da media multimediali quali immagini e video 

Applicando algoritmi predittivi, che identificano le probabilità di risultati futuri basandosi su dati “storici”, ai risultati comportamentali, si identificano quei tratti di personalità che sono collegati a determinati trigger comportamenti e quindi si strutturano quelli che erano dati non strutturati.  

In questo modo l’AI riesce a riconoscere i vari modelli di coinvolgimento e i “pettini” con cui scogliere i nodi di milioni di interazioni e azioni dell’utente attraverso una risposta personalizzata. Essa, infatti, tiene conto dei vari fattori contestuali e riesce quindi a presentare il messaggio al cliente al momento esatto del bisogno, aumentando esponenzialmente le possibilità di conversione.  

L’AI, quando va a “scoprire” i modelli nei dati generati dalla navigazione dei clienti, riesce a prevedere anche altri aspetti quali il tasso di abbandono del cliente (churn) o il valore del suo ciclo di vita (Customer Lifetime Value). Questo consente agli operatori di Marketing di impegnarsi in una vera e propria prevenzione proattiva.  

 

Creatività e design 

Gli algoritmi AI creano specifiche per ogni cliente analizzando miliardi di dati e aiutano a capire quali sono i messaggi, gli elementi creativi e psicologici che maggiormente attraggono l’obiettivo: questi nuovi dataset informano su quali sono gli elementi di progettazione e l’estetica del design da utilizzare per venire incontro al cliente e fornirgli la migliore esperienza di navigazione 

  

2) Brand consistency 

Con l’AI diventa più facile garantire la coerenza di marchio perché si può migliorare la classificazione di contatti e contenuti allenando i motori AI a taggare in modo sempre più preciso basandosi su una tassonomia ufficiale del brand, che comprenda anche i prodotti.  

 

3) Strategia aziendale  

Le aziende, liberate da quelle attività altamente ripetitive che prima impegnavano i dipendenti, oltre a guadagnarci in produttività e tempo risparmiato, possono dedicarsi totalmente all’innovazione e alla creatività, a scoprire come possono migliorare e guidare le esperienze degli utenti in modo da raggiungere con più efficacia il risultato finale della conversione.   

Gli algoritmi AI aiutano, inoltre, a trovare nei modelli di dati nuove opportunità di business, possono: 

 

1) identificare gli ostacoli dei consumatori determinando ove i loro bisogni non sono soddisfatti 

2) scoprire nuove opportunità identificando quali sono le aree emozionali e funzionali maggiormente gradite dai consumatori e investire in esse 

3) allargare i settori in cui il marchio può estendersi identificando dai loro comportamenti nuovi potenziali clienti