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Crea contenuti che facciano sentire importanti i tuoi consumatori!

La Redazione
Content Intelligence Network

Scelte, scelte e ancora scelte

 

Ogni giorno compiamo 35mila scelte.

Provate a immaginare solo per un secondo quanto sia diventato frustrante il processo decisionale per i consumatori.

Guardando alla rete di casa nostra, il 62% degli italiani entra almeno una volta alla settimana in Internet e si trova letteralmente bombardato di messaggi pubblicitari. Solo su Facebook si possono incontrare oltre 60 milioni di business page attive, per un totale di cinque milioni di advertisers.

Tra le piattaforme più attive in assoluto in Italia se la giocano alla grande quella di Zuckerberg e Youtube che quasi sembrano fare a gara a chi “vomita” più contenuti, con un sovraffollamento di voci che non è paragonabile nemmeno al ritrovo delle comari il dì di mercato. 

Angela Barison, Head of Strategy AKQA Italy, parla di numeri spropositati: secondo le stime fornite, in Rete vengono caricati al secondo 7972 tweet, 853 foto di Instagram e 73115 video su Youtube. Al nostro povero consumatore potrebbe quasi venire il mal di testa! Questa gran mole di contenuti, che si perdono nel “mare magnum” di informazioni che circolano ogni giorno sul web, viene percepita come irrilevante dal 34% delle persone oppure accolta con fastidio perché ritenuta troppo invasiva. 

Questo continuo dover far selezione tra le offerte diventa quasi frustrante per gli utenti, che sempre più cercano di trovare soluzioni o guide che semplifichino/riducano il numero di scelte. Infatti, la vera sfida per i Brands, al giorno d’oggi, è riuscire a costruire contenuti rilevanti che diano un valore aggiunto ai propri consumatori: la rilevanza è da intendersi in presenza di contenuti che sono capaci di soddisfare un bisogno specifico dei loro lettori. Ma queste esigenze espresse dai consumatori, siano esse inconsce o consce, cambiano nel corso del customer journey, non restano mai uguali a sé stesse. Che fare allora? 

 

La tecnologia è il nostro Cavaliere Azzurro: ecco la Content Intelligence

 

È dal 2013 che tra i temi caldi discussi all’infinito nei salotti markettari c’è la cosiddetta ricerca del contenuto giusto alla persona giusta al momento giusto. Per quanto si possa procedere a targetizzare con cura la propria audience, senza il supporto della tecnologia si rischia di impostare intere campagne pubblicitarie su mere ipotesi, con il rischio di insuccessi. Ma adesso siamo nel 2018 e la Content Intelligence, ovvero l’Intelligenza Artificiale applicata ai contenuti, ha perfezionato la mira dei Brands che riescono ad allinearsi con sempre maggiore precisione agli interessi cangianti dei loro pubblici, raccolti ed estrapolati in tempo reale dalla fruizione stessa dei contenuti grazie alla CI. 

Attenzione! La CI, se applicata correttamente dalle aziende e dai loro team di Marketing, aiuta a costruire delle connessioni con l’audience. Come? Con la misurazione delle content performances e l’individuazione degli hot topics, è possibile avere in mano dati che consentono di prendere decisioni informate su come progettare un contenuto capace di circondare il Brand di quell’aura di fiducia che spinge i consumatori a farsi lead qualificati e a convertirsi sui canali proprietari del marchio. 

Ripensare le proprie strategie editoriali con il supporto della CI consente anche di abbattere i silos di contenuti e di ottimizzare la produzione degli stessi: noi, infatti, produciamo contenuti per diversi canali ma solo se veicolati in maniera coerente possono creare e far vivere delle esperienze che portano a ingaggiare le persone. 

Dobbiamo tener presente - come spiega Angela Barison - che l’alveo in cui nasce e prende forma il rapporto tra Brand e consumatore è profondamente mutato rispetto a un tempo. Per prima cosa notiamo che le persone fanno sempre più fatica a fidarsi. Pensiamo al caso italiano in cui, nel 2017-2018 circa, quella che viene definita fiducia verso il Paese è scesa di 5 punti percentuali e si guarda con attenzione alle aziende come possibili motori di cambiamento e questa percezione diffusa può venire “cavalcata” per portare autorevolezza al Brand che sa allinearsi alle aspettative dei propri clienti.

Non dimentichiamo poi che Internet ormai fa parte della vita di tutti i giorni, siamo profondamente connessi tramite mobile e secondo le stime di Gartner entro il 2020 la maggior parte delle persone avrà più iterazioni con dei bot che con il proprio fidanzato. In questo scenario la generazione che fa la differenza è quella dei Millennials, la maggiore forza lavoro: essi, che vivono nel mondo digitale, hanno aspettative sempre più elevate e questo è “colpa” di marchi nativi digitali come Netflix, AirBnB, Uber e Amazon che le hanno letteralmente stravolte con il loro anticiparle sui tempi, alzando sempre di più l’asticella. 

 

Saper cogliere i micro-moments

 

Come ci ha insegnato Google con il suo video “Micro-moments” ogni momento che una persona vive necessita di bisogni diversi, per cui dobbiamo riuscire a soddisfare tutti i micromomenti dei nostri consumatori facendo vivere loro la migliore esperienza possibile, aiutandoli ad arrivare dal punto A al punto B e quindi, tramite contenuti di valore veicolati al momento giusto, dare una percezione positiva dell’interazione con il nostro Brand. 

La vera sfida è quella di sapere coprire non solo bisogni specifici attraverso i prodotti e i servizi offerti ma anche tutti gli altri “momenti” del customer journey con contenuti di qualità.

Vediamo un attimo i consigli forniti da Angela Barison per progettare dei contenuti che soddisfino i bisogni della nostra audience (a dimostrazione che il Brand è capace di gratificare l’esperienza!): 

  • orchestra il messaggio: continua a ripetere il messaggio del tuo marchio costantemente e frequentemente per ridurre al minimo lo sforzo cognitivo. Rendilo familiare al pubblico (massa, cluster o one to one)
  • seleziona i touchpoints più efficaci: trova il miglior approccio multiplo per il tuo pubblico mirato in modo da consegnare il messaggio nel modo più conveniente
  • crea un’interazione presso i touchpoint che sia significativa, pertinente e distintiva: sfrutta al massimo il concept del prodotto, il suo aspetto e come esso si può adattare ai bisogni dell'utente

 

Angela Barison, infatti, consiglia ai Brands di cercare di comprendere in che modo possono utilizzare la leva del contenuto per agire sui vari momenti del percorso che porta un cliente a decidere di acquistare un prodotto/ripetere l’acquisto, utilizzando i canali a disposizione.

Se, infatti, i Brands riescono a fornire un valore reale in tutti i momenti possono costruire una relazione di lungo periodo con le persone e venire associati positivamente ai temi trattati.

Proprio la creazione di una relazione con le persone continua e duratura è il valore ultimo e più importante dei contenuti.

 

Guarda l'estratto dell'intervento
di Angela Barison