Crea la tua Versailles di contenuti con l’Intelligenza Artificiale

La Redazione
Content Intelligence Network
Vi ricordate Luigi XIV, il Re Sole?

Aveva creato una sontuosa reggia a Versailles, prigione “dorata” per i nobili che, distratti dalla vita di corte, si trovavano orfani dei legami stretti con i loro possedimenti terrieri e quindi erano più facilmente governabili.

Bisognerebbe imparare dalla sua lezione. Allo stesso modo le aziende, per poter gestire al meglio l’enorme mole di contenuti prodotti quotidianamente, devono adottare soluzioni che ne garantiscano il controllo assoluto.

Se si investe nella produzione di un bene, in questo caso i contenuti, sicuramente si punta ad ottenerne il massimo valore. La loro giacenza in silos di dati mono dipartimentali ne rende davvero difficile il recupero e il riutilizzo o l’applicazione coerente in iniziative omnicanali.

Certo, “Content is King” ma come dice un vero Re, Luigi XIV, senza il controllo non esiste il potere. E questo può assicurartelo solo l’Intelligenza Artificiale e nello specifico lo strumento tecnologico del DAM Intelligente perché consente di centralizzarli in un’unica piattaforma.

Una volta che i contenuti vengono caricati sul DAM, gli algoritmi di Machine Learning scandagliano questo “magma” di materiale, lo comprendono e ci danno un nome (tag) che indica le sue caratteristiche editoriali (argomenti trattati, formati etc).

Così organizzati in modo sensato, senza duplicazioni o ridondanze, sono disponibili per una futura individuazione e un futuro utilizzo automatico.

 

Quali sono i vantaggi?

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  • Trovo subito quello che mi serve 

Avere a disposizione un archivio centrale ben strutturato consente ai team interni e ai partner esterni di trovare e usare facilmente quello che cercano

Se poi il DAM dispone di un motore di ricerca intelligente, esso “scava” con elevate performance non solo nel titolo o nella descrizione dell’asset, ma anche all’interno del documento stesso o tra le tag e può operare anche sui canali di front-end di proprietà del brand perché lavora anche sulle pagine HTML collegate. Questo è molto utile anche lato utente. 

  • Non esistono più i silos di dati 

L’abbattimento dei silos di dati, oltre a creare una maggiore interazione tra i vari reparti, snellisce le iniziative relative alla gestione dei contenuti, che viene seguita passo per passo in workflow condivisi di cui si possono stabilire differenti diritti di accesso e modifica

  • Coerenza su tutti i touchpoint 

Disporre di un unico hub in cui i contenuti sono classificati consente di disporre di un’unica versione che il sistema, grazie a funzionalità come il ritaglio intelligente o lo streaming adattivo, riesce ad adattare automaticamente al canale senza che il marketer debba archiviare e gestire versioni e dimensioni differenti. Questo consente di creare esperienze coerenti, in ottica omnicanale

La classificazione operata dai motori AI diventa la spina dorsale del lavoro analitico che porta ad associare i contenuti (e i relativi argomenti) visualizzati all’utente che ne ha fruito. 

È grazie ai metadati che noi possiamo estrapolare i dati sugli interessi degli utenti e quindi ottenere una panoramica completa delle esigenze di un potenziale cliente. In questo modo è possibile migliorare e personalizzare la customer experience offerta, con il sistema che da solo “pesca” i contenuti più appropriati per ogni visitatore.  

Per tornare un attimo alla Reggia di Versailles, ricordiamo che una delle sue meraviglie è la celebre Galleria degli Specchi: è un po’ come con la Content Intelligence, ad ogni utente che si “specchia” sul brand viene restituita la sua stessa immagine. 

Ogni persona, infatti, è diversa dall’altra, ha aspettative e desideri differenti e, per veicolare una customer experience eccellente, i marchi devono lavorare sulla personalizzazione. 

In copertina Villa Contarini a Piazzola sul Brenta (PD) dove il 19 aprile 2018 si è tenuto l’evento “The Connected Experience Imperative" organizzato da Content Intelligence Network insieme a THRON, KPMG e Forrester