Data-driven Marketing: scopri come farlo con l’AI!

Intervista ad Alessia Camera, consulente di Marketing Digitale e Growth Hacking

Alessia Camera
Digital Marketing and Growth Hacking consultant

È l’Union Jack la bandiera che svetta sulla cima dell’Intelligenza Artificiale.

A rivelarlo è un report targato Pitchbook: con il +43% di investimenti nell’ultimo anno, la City di Londra è diventata un vero e proprio snodo per lo sviluppo di AI in Europa.

Contrariamente a quanto si pensa, la maggioranza delle startup europee di AI non sta lavorando nel campo dell’automazione industriale e della robotica, bensì in ambiti come la data analysis, l’image e il vocal recognition, che si prestano a un utilizzo più customer centric.

Ma, se come afferma Micheal Dell, CEO di uno dei maggiori gruppi tecnologici al mondo, l’AI è il razzo e i dati sono il carburante, la loro combinazione non può essere che vincente.

È il caso della Content Intelligence, in cui algoritmi di Machine Learning auto-apprendono e mappano gli interessi degli utenti in base ai contenuti di cui fruiscono e in un secondo momento identificano, attraverso l’analisi dei dati raccolti, il miglior contenuto da proporre a ciascun visitatore con risultati positivi in termini di conversioni. 

Ma approfondiamo meglio il rapporto tra AI, dati e Marketing con l’esperta Alessia Camera (qui il sito), che da più di dieci anni, da quell’osservatorio privilegiato che è Londra, lavora con startup, agenzie, PMI e multinazionali (Sony Playstation Europe).

 

D: Ciao Alessia, in un articolo che hai scritto, parlando dell'Intelligenza Artificiale nella sua applicazione alle strategie di Marketing, la paragoni a un “bigger eye”. Vorresti spiegarci cosa intendevi e secondo te perché è così importante che i team di Marketing vengano supportati dalla tecnologia nel generare consumer insights?

R: I dati sono e saranno sempre più un’arma importantissima per chi si occupa di Marketing perché aumentando la complessità di gestire strategie, contenuti e risultati, i dati ci permettono di capire qual è la strada giusta da percorrere, aiutandoci nell’ottimizzazione di scelte e decisioni. Senza dati o basandoci su dati sommari il rischio è quello di basare le nostre decisioni su percezioni o peggio ancora su dati storici che spesso poco rappresentano la realtà.

Internet ha cambiato così tanto quello che facciamo e che pensiamo ogni giorno, sia come persone che aziende e professionisti, che il rischio è quello di prendere decisioni anacronistiche che non riflettono il presente e non sono in grado di anticipare il futuro. Solo una corretta interpretazione dei dati usando strumenti sempre più precisi e predittivi dotati di Intelligenza Artificiale ci permetteranno di essere all’avanguardia come aziende e come professionisti.

 

D: Vorresti spiegarci cos’è l’analisi semantica e cosa significa nel contesto dell’apprendimento automatico e della scienza dei dati? Secondo te quali sono i vantaggi che un’azienda potrebbe ottenere dalla “comprensione” semantica dei suoi contenuti?

R: L’analisi semantica è un ramo della linguistica e della logica che studia il significato. L’apprendimento automatico e la scienza dei dati come i Big Data prendono queste informazioni e le catalogano come dati, senza in realtà riuscire a capire il significato delle parole, ecco dove si inizia a parlare di semantica. E questo apre a una nuova serie di discipline come la necessità di sviluppare software che non siano solo in grado di analizzare i dati ma nel caso delle parole di interpretarne i significati che si nascondono appunto dietro all’utilizzo, trasformando informazioni non strutturate, come e-mail scritte in linguaggio naturale in informazioni strutturate, utili a interpretare situazioni in modo oggettivo.

Queste nuove discipline vengono definite sistemi di Natural Language Processing (NLP, in italiano si parla appunto di Trattamento Automatico della Lingua ma non credo renda l’idea) e la sfida è quella di comprendere il linguaggio naturale. A livello aziendale sono molteplici i vantaggi di poter usare tecnologie di questo tipo dal punto di vista di Marketing, per esempio per analizzare il sentiment, ossia le opinioni soggettive di un brand o di un prodotto che le persone si scambiano online su molteplici canali per descrivere le esperienze.

Oggi i software possono solo pescare delle keywords dentro alle conversazioni, ma sappiamo bene che l’analisi dell’intero contesto permetterebbe di acquisire informazioni molto più precise. Per non parlare dell’analisi del post-vendita e delle relazioni con i clienti attuali, le aziende potrebbero muoversi in modo molto più veloce e strategico utilizzando software in grado di aiutare il customer service in questo lavoro di ricerca, analisi e aiutando a compiere decisioni di ottimizzazione e cambiamento.

  

D: Quali saranno, secondo te, i futuri trend che vedranno protagonista l'Intelligenza Artificiale applicata al Content Marketing?

R: Questa è una domandona da 1 milione di euro. Credo che l’Intelligenza Artificiale cambierà moltissimo la nostra vita, se ci pensate lo sta già facendo entrando nelle nostre abitudini quotidiane con Alexa, Google Home e Siri. Credo che sarà sempre più essenziale cercare di anticipare preferenze e scelte dei nostri consumatori per sviluppare prodotti sempre più in linea con loro e per fare questo l’Intelligenza Artificiale sarà importante per aiutarci ad analizzare i dati e a prevedere i risultati in modo molto accurato, dal punto di vista di Marketing.

Analizzandone l’impatto sui processi aziendali a livello generale le aziende potranno essere sempre più efficienti ed efficaci grazie ad analisi dettagliate e predittive, calibrando tempo e risorse sulla base di produzione e richieste di mercato, affiancando manager e imprenditori. Io credo che la creazione di algoritmi sempre più sofisticati per nicchie sempre più specifiche sarà il cambiamento che più di altri impatterà la nostra vita futura come persone, professionisti e aziende.