Diventare data-driven con l’Intelligenza Artificiale

Intervista ad Alessio Semoli, CEO di PranaVentures

La Redazione
Content Intelligence Network

Noi di CI.net, da sempre attenti alle nuove tendenze Martech, in particolar modo a quelle che vedono l’applicazione di tecnologie di Intelligenza Artificiale (AI) ai contenuti per estrarre dati sugli utenti che ne fruiscono, abbiamo voluto intervistare una figura competente in materia per poter capire e approfondire insieme come potrebbe cambiare ed evolversi nei prossimi mesi la rotta dei consumatori, ingaggiati grazie all’Artificial Intelligence con customer experience sempre più personalizzate

Il nostro ospite di oggi è l’esperto di comunicazione digitale e new media Alessio Semoli, CEO di PranaVentures, una realtà di Venture Capital italiana specializzata nel settore dell’Innovazione Digitale. Professore di Digital Analytics e Big Data all’Università IULM di Milano, è autore di libri (“Digital Analytics” e “Marketing Automation” editi da Hoepli) ed è speaker in eventi, l’ultimo dei quali (“Big Data e AI: The future of Marketing”) era incentrato sul tema dell’Intelligenza Artificiale, di come possa essere impiegata negli ambiti del Marketing e della Comunicazione e quale sia lo stato attuale delle aziende italiane.

Oggi le tecnologie AI stanno veramente cambiando il modo di fare Marketing e il come ce lo spiega Alessio Semoli.

 

D: Intelligenza Artificiale e Marketing, che rapporto c'è? In quali contesti è già in funzione e quali sono le sfide future da affrontare? 

R: Per il marketing moderno l'Intelligenza Artificiale rappresenta il connubio perfetto tra dati, test e continua ricerca della giusta alchimia per sviluppare la miglior comunicazione per raggiungere la persona giusta al momento giusto. Infatti, gli algoritmi alla base dell'Intelligenza Artificiale sono in grado di individuare le eventuali necessità del consumatore e a richiamare la sua attenzione nel momento in cui è più "sensibile" all'ascolto.

Sono già attivi vari servizi di Marketing e Intelligenza Artificiale. Troviamo un esempio nell’automazione della pubblicità: oggi il programmatic advertising va già in questa direzione con la possibilità di comprare e vendere pubblicità in funzione della performance; di base il dato serve a capire se ciò che stiamo facendo funziona in base ai nostri obiettivi.

Le sfide future sono principalmente nel cambio di mentalità perché siamo in una fase transitoria dove convive sia il vecchio che il nuovo modo di fare business. La nuova parola d'ordine in questo settore deve essere “elasticità”, per mettere in discussione tutta una serie di conoscenze acquisite fino ad ora. D'altronde il Marketing è cambiato: non si può più parlare di target ma di profilo unico, rappresentato dall'individualità di ogni persona che, se studiata e tenuta in considerazione, permette di creare attività personalizzate.

 

D: Perché, nell'Era del Cliente, i dati sono così importanti? Perché non basta raccoglierli, ma bisogna anche attivarli in modo da renderli utili al proprio business? 

R: I dati sono la cosa più preziosa che abbiamo e non utilizzarli sarebbe come fare una traversata nel deserto senza un navigatore satellitare: sarebbe molto più faticoso e soprattutto non ci permetterebbe di arrivare velocemente all’obiettivo che ci siamo dati. “Raccogliere i dati non serve” è spesso è un alibi per dire che un lavoro fatto è servito a poco. Ma le informazioni raccolte devono essere usate ed applicate per ottenere ciò che ci serve. Per attivarne la raccolta si può impiegare anche l’Artificial Intelligence, che fa costantemente test. In questo modo sarà possibile capire in tempi più brevi quali siano gli elementi che in una comunicazione funzionano maggiormente, o in quale periodo, zona o tipo di dispositivo.

 

D: Secondo te la Content Intelligence, ovvero l'Intelligenza Artificiale applicata ai contenuti dalla cui misurazione delle performance ricava dati strategici sugli interessi degli utenti, potrebbe essere la nuova frontiera del Content Marketing? 

R: Assolutamente sì. Oggi il contenuto, che sia di tipo testuale, audio, video è troppo monolitico, cioè abbiamo un'unica soluzione per tutti. In realtà ognuno di noi ha bisogno di un contenuto che lo rispecchi, filtrato in base alla propria esperienza, al proprio profilo, alle caratteristiche uniche che ognuno porta con sé. Ho visto diverse soluzioni che vanno in questo senso, tra cui alcune che arrivano a scrivere dei contenuti in base ai topic di interesse nel momento. L'Intelligenza Artificiale in questo ha un grande vantaggio che non si limita ad una singola visione ma la mette costantemente in discussione. Questo porta non solo ad avere una Content Strategy efficace ma anche ad avere meno pregiudizi (elimina totalmente i bias cognitivi) e lavora su un continuo miglioramento senza paura di sbagliare, cosa invece che l’essere umano ancora non riesce a fare.

 

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