E-commerce e settore alimentare, un binomio che funziona

La Redazione
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L’e-commerce alimentare con il lockdown ha raggiunto il valore di quasi un miliardo di euro. I dati e i trend illustrati dall’Osservatorio E-commerce Food&Grocery.

Negli ultimi mesi il settore Food&Grocery online ha fatto un bel balzo in avanti: secondo una ricerca dell’Osservatorio E-commerce Food&Grocery i volumi nel 2020 sono cresciuti e cresceranno complessivamente del 55% in più rispetto al 2019.

A trainare questo settore, in crescita ma con scarsa penetrazione (l’1% degli acquisti retail, ora salito all’1,6%), è soprattutto il grocery alimentare, con un +85% rispetto al 2019. Con il lockdown, infatti, sono entrati in gioco nuovi consumatori che per la prima volta sono ricorsi ai servizi online.

Negli anni precedenti, come rilevato dall’Osservatorio, a frenare la crescita dell’e-commerce alimentare era soprattutto una scarsa attitudine ad adottare pratiche omnicanali. Con la ricerca della safe experience legata alla pandemia, sono cresciuti i clienti che preferiscono modalità contactless (click&collect, drive&collect, ritiro in locker ecc.), per cui le realtà del settore hanno dovuto spingere sull’e-commerce e su soluzioni integrate.

Ma insieme all’incremento della domanda sono comparsi anche i problemi: è emersa la necessità di adeguare la capacità produttiva e logistica, ma anche di potenziare l’infrastruttura tecnologica (ad esempio gli accessi ad alcuni siti sono aumentati del 200%), nonché di distribuire i servizi in maniera uniforme sul territorio. Infatti, solo il 54% delle province italiane è coperto dal servizio di spesa online e nelle regioni meridionali vi è una scarsa diffusione degli stessi.

Quale futuro per l’e-commerce alimentare

 

L’emergenza è stata positiva perché ha contribuito alla maturazione di una definitiva consapevolezza dei limiti del settore e i players stanno predisponendo strategie per sostenere una crescita strutturale del canale e-commerce nei prossimi anni.

Due sono i punti su cui concentrarsi, secondo Valentina Pontiggia, Direttore dell’Osservatorio eCommerce B2c:

  • allestire una macchina operativa efficiente e in grado di gestire consegne e magazzino

Rispetto all’e-commerce tradizionale, l’e-commerce alimentare si differenzia per un ordine medio costituito da un elevato numero di prodotti con un basso valore unitario (fino a 50 prodotti) e con esigenze di temperatura controllata. I processi di picking e distribuzione devono essere quindi ottimizzati, per garantire efficienza ma anche controllo dei costi. 

  • riconoscere il ruolo fondamentale dell’e-commerce alimentare e rompere i silos interni alle realtà grocery

Centralizzare dati, informazioni e contenuti in piattaforme digitali condivise a vari attori della filiera facilita la gestione dei flussi di lavoro e l’interscambio dei materiali, velocizzando di conseguenza il go-to-market.

Ne parliamo anche in questo articolo.

La domanda per l’e-commerce alimentare c’è ed è opportuno coglierla, non solo per far fronte all’emergenza ma anche per crescere ancora di più sulla spinta dei cambiamenti dei consumi.