E-commerce B2c in Italia: le previsioni per il 2019

Alessandro Perego
Scientific Director at Osservatori Digital Innovation

L’eCommerce B2c continua a crescere: il valore degli acquisti online nel 2018, in Italia, è di 27.528 milioni di euro, con un incremento del 16% rispetto all’anno precedente. E le previsioni per il 2019 vanno ancora in questa direzione, con un valore stimato in 31.560 milioni di euro.

Ma cosa ci dicono questi numeri? Innanzitutto che – con queste stime - l’Italia farà segnare un importante +15% rispetto al 2018. Un aumento notevole, considerato che la proiezione mondiale si ferma al +9%. Il nostro Paese, insomma, sembra aver raggiunto la maturità giusta in fatto di commercio elettronico. Ed è di certo una buona notizia, considerata l’incidenza di questo sui consumi totali (online+offline). Negli ultimi anni l’eCommerce B2c si è sempre più impossessato della crescita dei consumi totali. Basti pensare che nel 2016 impattava per il 29%, nel 2019 per il 62%.

 

La spinta dei prodotti


Ma se l’eCommerce B2c viaggia a vele spiegate, gran parte del merito è certamente da attribuire alla crescita degli acquisti di prodotti.

Entrando nel dettaglio dei numeri e scomponendo quegli oltre 31,5 miliardi di euro stimati per il 2019, si scopre infatti che oltre la metà del totale, il 60%, è da attribuire all’acquisto di prodotti (Abbigliamento, Arredamento e home-living, Beauty, C2c, Editoria, Merchandising, Food&Grocery, Informatica ed elettronica). Con 18,2 miliardi e un +21% su base annua, questo segmento stacca quello dei servizi, che cresce invece del 7%.

Fra i prodotti, una panoramica per comparto merceologico ci regala questo quadro: Informatica ed elettronica si confermano al primo posto, con un valore superiore ai 5 miliardi e un tasso di crescita del 18% rispetto all’anno precedente. Gli acquisti nell’Abbigliamento continuano ad aumentare, anche se a tassi minori rispetto al passato, grazie al mass market e agli articoli sportivi.

Tra i settori che superano il miliardo di euro ce ne sono due contraddistinti da un ritmo di crescita elevato: Arredamento e home living e Food&Grocery, che include anche il Food delivery. Relativamente alla consegna di cibo a domicilio, la crescita è vicina al 60%, e ad oggi sembra essere la scommessa più gettonata dell’eCommerce mondiale.

Se andiamo a vedere i dati relativi all’acquisto dei servizi, invece, in Italia il primo settore è Turismo e Trasporti, che cresce a tassi ragionevoli (+8%), seguito dalle Assicurazioni (+4%).


L’evoluzione mobile


In un mondo, quello digitale, che in molti settori sta seguendo il modello mobile first, l’eCommerce B2c non fa eccezione. Se guardiamo al device da cui si compra, infatti, scopriamo che gli acquisti conclusi da smartphone sono pari a 12,4 miliardi di euro sui 31,5 miliardi totali. La penetrazione è maggiore nei prodotti, dove il segmento mobile incide per quasi il 50%.

Lo smartphone, oggi, incide per il 39% degli acquisti online totali e negli ultimi 5 anni questa incidenza è cresciuta con un tasso medio del +58%. Anche per questo è doveroso aspettarsi che lo smartphone diventi - tra il 2020 e il 2021 – il primo canale di generazione di domanda eCommerce. E proprio lo smartphone farà da traino ad un altro caposaldo del nuovo eCommerce: l’omnicanalità.


L’omnicanalità

 

Il commercio online sta assumendo tratti sempre più omnicanale. Lo si può rilevare osservando le statistiche sulle vendite online delle aziende(ricavabili sottraendo alla domanda eCommerce l’import e aggiungendo l’export). Le vendite online, a italiani e stranieri, varranno nel 2019 28.667 miliardi di euro.

Il 63% delle vendite è generato da aziende che possiamo definire Dot Com e solo il 37% da aziende tradizionali. Osservando lo spaccato prodotti e servizi, notiamo che le DotCom sono protagoniste di oltre tre quarti del fatturato di prodotto. Al giorno d’oggi dietro a questa percentuale (77%) ci sono piattaforme che hanno una configurazione molto diversa rispetto al passato. Non operano solo online e adottano una logica multicanale. Il 44% di queste sono marketplace o aggregatori, ossia soggetti abilitatori di eCommerce per le aziende tradizionali che possono quindi entrare con facilità in una logica multicanale.

Nel complesso stiamo assistendo a un rimescolamento delle carte che punta a unire i due canali di vendita: il fisico e il digitale. Da una parte, infatti, cresce l’adozione dei modelli omnicanali nei retailer tradizionali, con aumenti di iniziative come il click&collect, la verifica della disponibilità e il reso in negozio. Dall’altra le Dot Com stringono accordi con retailer fisici per sviluppare una rete capillare di consegna/ritiro dei resi. Si aprono quindi negozi (vedi Cortilia), showroom (Arredatutto.com), temporary store (Amazon, Zalando) e pick&pay (ePrice).

Il risultato è che l’eCommerce comincia a inserirsi in una strategia multicanale anche per gli attori tradizionali.

 

L’eCommerce come motore di innovazione


La rilevanza dell’eCommerce è determinata anche dal fatto che è fonte di innovazione assoluta. È ormai noto, infatti, che diverse innovazioni che coinvolgono il retail sono nate in prima battuta dall’eCommerce.

Pensiamo alla virtual/augmented reality, ossia a quella tecnologia nata in affiancamento al commercio online per soddisfare bisogni sempre più esigenti, come il posizionamento virtuale di un componente di arredo nel nostro salotto. Si tratta di innovazioni che stanno coinvolgendo sempre più retailer fisici e digitali.

Ma pensiamo anche alle aspettative legate al pagamento “invisibile”, derivato dell’eCommerce, che sta rivoluzionando i negozi fisici con l’eliminazione della classica cassa. O anche alle comodità legate all’on demand delivery e alla gestione dei resi, che comporta cambiamenti importanti nella logistica.

I numeri, le evoluzioni e le tecnologie fanno sì che le proiezioni sull’eCommerce B2c in Italia siano estremamente positive. Rispetto agli anni passati in cui era un fenomeno di nicchia incapace di andare a toccare il retail, siamo arrivati a una situazione in cui cresce la sua penetrazione sia come canale che va a innervarsi nella strategia multicanale sia come motore di innovazione che diventa impattante su tutto il settore delle vendite. La strada sembra quella giusta.