L’Era Cognitiva: IoT, Big Data e Intelligenza Artificiale

Intervista a Silvia Bellucci, Watson and Cloud Platform Sales IBM

Silvia Bellucci
Cloud and AI Sales @IBM

Con più di 2,5 quintilioni di dati generati quotidianamente, di cui l’80% è di natura destrutturata e quindi difficilmente consumabile, è facile intuire come il vero problema per le aziende non sia più quello di recuperare dati bensì sapere come gestirli, creando valore per il business.

Nell’attuale scenario di grande trasformazione abilitato dal digitale, le imprese che meglio affronteranno la sfida dei Big Data saranno quelle che sapranno adattarsi più velocemente al cambiamento (cit. Darwin), arrivando ad analizzare e sintetizzare in real time questa grande mole di informazioni prodotte da impianti, sensori e dispositivi connessi tra loro in modo da ricavare spunti utili per guidare i processi decisionali e migliorare l’interazione con gli utenti.

Siamo entrati nella “Cognitive Era” e leader del settore è IBM che con i suoi sistemi è in grado di offrire alle aziende il vantaggio competitivo che cercano, dotandole di importanti capacità di calcolo in tempo reale. Whirpool, noto brand dell’elettronica di consumo, si affida infatti alla tecnologia Internet of Things basata sui servizi di IBM Watson per continuare a monitorare e migliorare i prodotti anche dopo la vendita.

Alberto Frassetto, Industry 4.0 & Cognitive Industry Solutions IBM, relatore all’evento “The Cognitive Era: IoT, Big Data e AI, proiezioni verso un futuro cyberfisico”, ha illustrato gli step con cui Whirlpool, grazie alla piattaforma IBM Watson, riesce a raccogliere dati sull’utilizzo dei propri dispositivi ricavando feedback preziosi su come i clienti utilizzano le macchine e come le macchine rispondono. Queste stesse informazioni poi, una volta processate con il supporto dell’AI, sono in grado di restituire prospetti utili per adattare i progetti futuri sulle esigenze dei clienti e migliorare le eventuali criticità del processo produttivo.

Del resto, il brand Whirlpool non è nuovo al ricorso della tecnologia per rendere più efficienti i propri processi interni: si serve infatti di THRON, il DAM Intelligente, per snellire le proprie attività di Marketing più ripetitive e time-wasting. I motori AI di THRON, classificano automaticamente i contenuti di prodotto, decidendo poi da sé, in base all’analisi dei percorsi pregressi di navigazione degli utenti e in base alla loro provenienza geografica, quali sono i più adatti da proporre a ciascuno di loro.

Ma cerchiamo di capire meglio il contesto in cui si stanno muovendo le aziende e in che modo l’Intelligenza Artificiale può portare un valore aggiunto al business. Ne parliamo con Silvia Bellucci, Watson and Cloud Platform Sales di IBM Italia:

 

D: Data, Analytics e Machine Learning sono il “cuore” di un moderno business cognitive. Potrebbe spiegarci cosa s’intende quando si parla di sistemi cognitivi e che ruolo riveste al loro interno l’Intelligenza Artificiale?

R: Il termine cognitivo rimanda alle parole apprendere, discernere, ragionare, capire. Con il termine sistema cognitivo si fa riferimento a un sistema in grado di passare dalla percezione all'apprendimento, usando strategie inferenziali per elaborare l'informazione, utilizzando strumenti di Intelligenza Artificiale (IA) e di Machine Learning (ML) per derivare valore.

Gli analisti prevedono che su scala mondiale il 40% delle iniziative di trasformazione digitale utilizzerà servizi IA e che entro il 2021 il 75% delle applicazioni aziendali useranno soluzioni e funzionalità IA.  

La necessità di sviluppare un sistema cognitivo nasce dall'enorme proliferazione di dati strutturati e non strutturati, dalla trasformazione digitale che molte aziende e molte pubbliche amministrazioni hanno intrapreso e dai significativi cambiamenti tecnologici che rendono sempre più sfidante la capacità delle imprese e dei professionisti di tenere il passo con essi.

L'IA fornisce l'opportunità di sfruttare il grande potenziale dei dati e differenziarsi sul mercato, offrendo la possibilità di approfondire la comprensione dei fenomeni complessi, partendo dai dati disponibili e da nuove e potenti capacità di elaborazione.

In IBM preferiamo usare il termine Intelligenza Aumentata, per sottolineare come l'Intelligenza “Artificiale” complementi quella umana, ne sia supporto, ma non si sostituisca ad essa. Watson, l'IA di IBM, impara continuamente utilizzando tecniche di deep learning e machine learning per risolvere problemi nei campi più svariati: dal riconoscimento visivo, alla comprensione del testo scritto o parlato, dalla ricerca all'interno della conoscenza aziendale, allo studio della personalità basata sui social media. Watson apprende da un set di dati limitati e protegge i dati del cliente, che rimangono, insieme alle inferenze da essi derivate, di proprietà del cliente.

Aziende di tipo diverso e svariate funzioni aziendali ritengono essenziale seguire strategie legate all'IA: dal marketing, alle risorse umane, dalla sicurezza, alle banche, dalle aziende energetiche, alle assicurazioni. Ciò che frena lo sviluppo di tali strategie è la mancanza di competenze, la difficoltà di inserimento nei processi aziendali e la mancanza di fiducia nei risultati prodotti.

Sta infatti emergendo negli ultimi tempi un tema forte di etica dell'IA: se da una parte l'Intelligenza Artificiale dovrebbe favorire lo sviluppo umano, dall'altra è opportuno vigilare sui pregiudizi che gli algoritmi potrebbero celare. A questo scopo l'IBM ha da poco annunciato una soluzione chiamata AI Open Scale per fornire visibilità su come l'AI opera e monitora il pregiudizio degli algoritmi delle soluzioni di Intelligenza Artificiale.

 

D: Perché non esiste una trasformazione cognitiva senza cloud?

R: Intraprendere una trasformazione cognitiva significa decidere di rivedere i propri processi di business e la propria organizzazione per guadagnare competitività ed efficienza interna. Prevedere, anticipare sono i temi che guidano le scelte delle aziende che vogliono rimanere sul mercato. L'analisi predittiva che sfrutta i Big Data, l'80% dei quali risiede all'interno dei firewall aziendali, necessita di tecnologie abilitanti a supporto.

Il cloud offre garanzie di sicurezza, affidabilità, livelli di servizio, scalabilità e soprattutto consente di accedere alle tecnologie di Intelligenza Artificiale e Machine Learning a costi contenuti. Il cloud è elemento portante della trasformazione cognitiva, perché agisce da fattore abilitante ed essenziale affinché essa venga compiutamente realizzata.

Il cloud consente di creare ambienti diversi, fra loro indipendenti sui quali avere il controllo della configurazione e degli accessi. Cloud significa anche facilità di automazione e la possibilità di adattarsi a qualunque carico di lavoro, pagando in base all'effettivo utilizzo.

La possibilità di scegliere fra cloud pubblico, privato o ibrido consente di superare l'eventuale difficoltà di spostare i propri carichi di lavoro e i propri dati all'esterno del firewall aziendale, offrendo flessibilità e velocità.

IBM ha sviluppato a questo proposito fra gli altri un solido modello di cloud ibrido, che consente l'integrazione delle nuove tecnologie con gli asset e gli investimenti esistenti.

E su IBM Cloud tutti i servizi di IA e ML sono immediatamente disponibili: in pochi passaggi è possibile realizzare un assistente virtuale o per un data scientist creare modelli da cui trarre conoscenza.