Fai sì che sia sempre amore a prima vista con il tuo Brand

Impara a massimizzare il valore dei tuoi contenuti multimediali!

La Redazione
Content Intelligence Network

A me gli occhi!

 

Come si può rimediare al sovraccarico cognitivo dovuto al bombardamento di messaggi a cui sono quotidianamente esposti gli utenti che navigano in Rete? È quello che si chiedono i marchi che assistono sconsolati al drastico abbassamento della soglia media di attenzione dei consumatori. Per quanto cerchino di gridare “ehi siamo qui” agitando le mani forsennatamente, l’utente continua a scorrere la pagina in basso senza cliccare.

Sheila Wheels, una società di assicurazioni inglese, intervistando un campione di automobilisti, ha scoperto che il 29% di questi si distraggono al volante (e causano incidenti) quando vedono passare una bella donna che lascia trasparire le bellezze di Venere. Perché questo esempio? Per attirare gli utenti possiamo chiedere aiuto a quell’effetto Wow che un contenuto multimediale (foto, video etc.) accattivante e ben progettato, ovvero che unisce estetica e utilità, può instillare nella mente dei consumatori e fermarli finalmente dallo scorrere continuo e incessante.

Sono diversi gli studi che hanno provato come il contenuto visivo aumenti il ricordo della memoria: sembra che il 90% delle informazioni trasmesse al cervello siano visual (le immagini vengono assimilate e processate 60mila volte più velocemente rispetto ai testi scritti) per cui un contenuto di tale tipo ha chance migliori di essere visualizzato e condiviso. Se un’immagine pertinente è abbinata a un’informazione (per esempio un’infografica) le persone conservano il 65% dei dati ivi illustrati fino a tre giorni dopo contro il 10% di quelli veicolati tramite un contenuto di solo testo.

Il report di Hubspot effettuato da Jesse Mawhinney evidenzia l’importanza che riveste per noi e la nostra quotidianità l’associazione visiva. Con un cervello particolarmente predisposto a immagazzinare nella memoria concetti derivati da immagini piuttosto che da parole, noi possiamo affermare con certezza che il contenuto multimediale è molto più predisposto perché immediato e diretto, capace di amplificare l’esperienza e di aumentare il coinvolgimento dei fruitori.

Il fatto che questi contenuti stiano spopolando sui social media, con il moltiplicarsi di visual social network come Pinterest, Instagram, Tumblr o Snapchat, viene confermato anche da alcuni numeri presi dallo studio: i video post su Facebook sono cresciuti, in media per persona, del 75% ogni anno (tanto che si sta cominciando a parlare di Video Marketing!) e il numero stesso, sullo stream di notizie, aumenta di 3 volte ogni anno e i tweet con immagini ottengono di media un +150% di retweet.

 

Il caso National Geographic

 

Se c’è un marchio che ha fatto del Visual Storytelling (Visual Marketing + Storytelling) una vera e propria arte è National Geographic: il marchio, infatti, annovera più di 350 milioni di followers sui social di cui 81,7 milioni su Instagram. Come spiega Carolann Mangles su Smart Insights, la sua Content Marketing Strategy è efficacissima nel convertire gli utenti ad abbonarsi ai contenuti a pagamento.

Prendiamo il profilo Instagram di National Geographic (natgeo): l’effetto wow suscitato dai suoi contenuti di alta qualità, colorati ed unici fanno emergere l’utente, alle prese con lo scorrere la pagina tra milioni di animali e panorami mozzafiato, dal torpore in cui è preso e immediatamente la sua attenzione è come risvegliata. Sapendo che l’attenzione media su un visual è di 8 secondi, National Geographic ci piazza una bella fotografia assieme a un aggancio (hook), una sorta di didascalia di presentazione accattivante lunga 2/3 frasi in cui, se si vuole sapere di più, si deve cliccare su “altro”/”more” e da lì si rimanda alla storia vera e propria, ricca di particolari. Questa grande narrazione che “cattura” l’utente con un contenuto multimediale, è talmente avvincente che quest’ultimo desidera convertirsi.

 

Migliorare la propria Content Strategy, come?

 

Se vuoi sapere quanto è efficace la tua Content Strategy, hai bisogno di conoscere anche le performance dei tuoi contenuti multimediali (immagini, video etc.). Tutto questo è possibile con la Content Intelligence, ovvero l’Intelligenza Artificiale applicata ai contenuti, la quale estrapola dalla loro visualizzazione da parte degli utenti dati preziosi sui loro interessi. Prendiamo come esempio THRON, il DAM Intelligente che figura tra le soluzioni di CI incluse nel report Martech di Scott Brinker: esso ricava il massimo valore da tutti i contenuti partendo dai digital assets e non solo dalle analisi delle pagine HTML. Cosa vuol dire?

Fin dalla creazione e dall’organizzazione degli assets, il motore semantico di THRON li classifica autonomamente grazie a tag assegnate in base agli argomenti (topics) e questi a loro volta vengono associati all’utente che ha manifestato preferenze per tali argomenti nel corso della sua navigazione online. Ma le tag vengono applicate non solo ai documenti di testo ma anche ai contenuti multimediali e questo perché il motore AI è in grado di ascoltare il parlato di audio e video, sa riconoscere le immagini etc. e quindi nel giro di pochi secondi sa classificarli.

A questo punto misurare il gradimento dei contenuti multimediali offerti diventa semplice: con i dati sugli interessi degli utenti che la CI analizza ed estrapola dalle visualizzazioni è possibile rivedere e ottimizzare la propria strategia editoriale in modo da essere sempre allineati con le aspettative dei clienti. E per un Brand che vuole puntare soprattutto sul Marketing visuale oppure semplicemente valorizzare i contenuti multimediali che già possiede la CI diventa un ottimo strumento di supporto per aumentare l’engagement e le conversioni.