Fai sì che le persone aprano la tua mail!

Come l’Intelligenza Artificiale sta cambiando le regole del gioco

La Redazione
Content Intelligence Network

Che gran fastidio quando, aprendo la vostra casella di posta elettronica, vi trovate “serviti” di spam a colazione, pranzo e cena. Ma cos’è? Si tratta dell’invio tramite Internet di e-mail di massa a carattere pubblicitario che appaiono indesiderate a chi le riceve.

Il termine nasce dalla crasi di “spiced ham” (prosciutto speziato), un prodotto della Gormel Foods Corporation che durante la Seconda guerra mondiale era uno dei pochi cibi sempre disponibili per le sue elevate capacità di conservazione. Una pietanza onnipresente, che si cercava di far “passare” ovunque, in ogni pasto. Non se ne poteva davvero più!

 

Dead mail walking: quanto conviene ancora l’e-mail marketing?

 

Ma in un’epoca in cui esistono sempre più filtri anti-spam e la gente si infastidisce ad essere bombardata di messaggi, quanto può funzionare ancora l’e-mail marketing? 

Non è ancora il tempo di fargli il funerale, anzi questo strumento che può sembrare così anacronistico sta vivendo una seconda era. Provate a pensarci, non tutti hanno un account su Facebook, mentre la mail sì: è una sorta di passepartout. 

Quello di cui dobbiamo tenere conto è che i processi di acquisizione e vendita sono cambiati: la mail va utilizzata per creare un ponte tra Marketing e Sales, è un ottimo mezzo per traghettare l’utente da contatto acquisito (lead) a cliente o da cliente acquisito a cliente fidelizzato (brand ambassador). 

Un contatto o un cliente, per poter diventare di più, deve attraversare una fase educativa veicolata da contenuti di qualità: solo così potrà identificare il brand come fonte affidabile e autorevole in grado di dare una risposta ai suoi problemi consci e inconsci. 

Come sottolinea Guglielmo Arrigoni in “E-mail Marketing”, il marketer non è più un cacciatore che procaccia clienti, bensì un giardiniere che coltiva i semi del suo giardino e li fa crescere.

 

Come l’AI rivoluziona l’e-mail marketing?

 

Ma qual è l’apporto che può dare l’AI all’e-mail marketing? Paroma Sen su Martech Advisor ci indica sei modi: 

1) Garantisce test A/B più rapidi ed efficienti

Il test A/B consente di sperimentare più versioni del messaggio su un campione di destinatari e di verificare quale raggiunge maggiormente il risultato stabilito. Nell’attuale panorama iper-targetizzato questo test può apparire incapace di cogliere le varie sfumature dell’utenza. L’AI e la sua capacità di analizzare in tempo reale grandi moli di dati possono aiutare a far scegliere la campagna che avrà il rendimento migliore

2) Ti rende a conoscenza di qual è il contenuto giusto da proporre ai tuoi utenti

L’apprendimento automatico, che “lavora” i dati raccolti dal comportamento dei clienti, permette di determinare soggetto, testo del corpo, design e CTA creando l’e-mail perfetta e questo consente di affinare sempre di più la propria strategia editoriale. 

3) Ottimizza i tempi d’invio

La segmentazione manuale spesso si limita a “dividere” gli invii per fusi orari mentre con l’AI si possono includere più fattori, in base al comportamento passato e attuale, costruendo triggers per cui è più facile “beccare” il momento “giusto” e aumentare le percentuali di CTR. 

4) Consente una personalizzazione più intelligente

Le e-mail personalizzate consentono di aumentare i tassi di apertura del 16% e i margini di investimento sono enormi visto che il 70% dei marchi non include la personalizzazione nella propria strategia di e-mail marketing. I dati raccolti e analizzati dall’AI, da utilizzare per impostare nuove “regole” di Marketing Automation, consentono di creare messaggi customizzati per ciascun utente e quindi di distinguersi dalla concorrenza. 

5) Segmentazione più precisa

Sappiamo che la personalizzazione è più efficace quando è preceduta da una buona segmentazione, ovvero dall’aver diviso la lista di iscritti in vari gruppi in base alle loro caratteristiche comuni. Però considerando come le persone siano di natura mutevoli, l’AI permette di operare una segmentazione intelligente in tempo reale, unendo in una single customer view tutti i dati a disposizione sull’utenza e agendo di conseguenza (segmentazione predittiva dinamica). 

6) Dati e analisi utili per prevedere ed intervenire sul Churn

Il Churn è il tasso di abbandono e ovviamente con il supporto dell’AI è possibile trarre delle conclusioni utili su cosa lo causa e su come si può lavorare sulla ritenzione dei clienti e potenziali clienti. Quando aumenta la pertinenza, infatti, i tassi di disiscrizione si riducono.

 

Un caso pratico

 

Nello specifico c’è una tecnologia AI che è particolarmente indicata per l’e-mail marketing: parliamo della Content Intelligence di THRON, DAM Saas indicato tra i 20 migliori al mondo da Forrester. 

Essa, grazie alla sua capacità di rilevare gli interessi degli utenti dalla fruizione che fanno dei contenuti, completa il CRM con informazioni fondamentali per costruire liste di utenti dinamiche e personalizzare le iniziative di Marketing automation

Potendo infatti monitorare come gli utenti interagiscono con gli asset digitali del brand, si riesce a “tarare” le regole di e-mail marketing in modo che propongano contenuti sempre in linea con le preferenze delle persone.