Fidelizza i tuoi clienti con contenuti personalizzati

La Redazione
Content Intelligence Network

Al giorno d’oggi, in cui anche la lettura si è fatta digitale e gli acquisti pure, sono ancora moltissime le persone, me compresa, che cercano consigli presso i librai, che uniscono alla conoscenza dei nostri interessi, “raccolti” dopo diverse frequentazioni in libreria, la nostra riposta fiducia dovuta all’enorme competenza acquisita sul campo.  

Chi non tornerebbe, infatti, più volentieri dove si trova così ben accolto con consigli personalizzati, cuciti in misura quasi sartoriale sui propri gusti? Perché non applicare questo principio anche al Content Marketing 

 

La Content Intelligence per scoprire gli interessi degli utenti 

 

Se vogliamo puntare su una strategia di comunicazione one-to-one, dobbiamo raccogliere più dati possibili sui nostri clienti. Per farlo abbiamo bisogno di una lente di ingrandimento con cui far risaltare all’occhio le caratteristiche e le preferenze dello specifico utente considerato: essa è rappresentata dalla tecnologia, ovvero dall’Intelligenza Artificiale (AI) che, applicata ai contenuti, restituisce informazioni sugli interessi di chi li ha visualizzati.  

Ecco che a questo punto i nostri editori son ben consapevoli, grazie alla Content Intelligence (si chiama così l’AI applicata ai contenuti), di come i contenuti usciti dalla loro fucina stiano performando e quindi possono modificare in itinere la loro Content Strategy o pianificare nuovi contenuti in base a quello che si sa essere più efficace. Con la Content Intelligence è più facile “andare a colpo sicuro”. 

Ma non è finita qui, c’è anche la ciliegina sulla torta. I motori di AI, infatti, sono chiamati in gioco anche ad offrire a ciascun utente il meglio per lui dei contenuti prodotti.  

A farlo manualmente ci vorrebbe veramente troppo tempo per cui si richiede il supporto di sistemi di Marketing Automation i quali, con i dati ricavati dall’Intelligence (e arricchiti a CRM), riescono a riconoscere chi visita il sito aziendale e a rispondere su misura mostrando pagine web, call-to action e landing page differenti a seconda del profilo del visitatore. E i vantaggi sono davvero tanti:  

Per l’utente:  

 

- Un sistema personalizzato ha memoria dei contenuti già visualizzati e non proporrebbe mai al visitatore contenuti che ha già visto.  

- Sapendo di come la navigazione online sia sempre più bombardata di messaggi, grazie alla personalizzazione l’utente gode di un filtro che gli propone solo informazioni rilevanti ai suoi interessi e pure in modo cross channel, nel canale a lui più congeniale e nel momento più indicato del suo percorso d’acquisto.  

- Proprio in virtù del valore percepito, che vede il Brand come un selezionatore di informazioni affidabili e interessanti, l’utente vede il ricevimento di iniziative push (mail, notifiche, avvisi etc.) come il proseguimento di un rapporto di fiducia già consolidato senza che vi sia invadenza della privacy.  

 

Per il brand:  

 

- La qualità del rapporto tra brand e persone migliora nel tempo e questo assicura la Customer Retention, dando alle aziende un vantaggio competitivo e benefici economici duraturi 

- Non dimentichiamo che con l’engagement aumentano anche le conversioni. Proviamo a pensare a un sito con contenuti personalizzati, esso registra un incremento di accessi e di traffico. Il perché è facile da spiegare: trovando utili le informazioni proposte, un utente ci torna spesso e, visto che riscontrando subito contenuti di interesse, è più stimolato a continuare nella navigazione e nell’esplorazione. 

Identificando e rispondendo al canale preferito per ciascun cliente, le aziende possono aumentare il ROI perché veicolano un’esperienza consistente 

Carlo Tasso e Paolo Omero, docenti all’Università di Udine, parlano di “enhanced user experience”il contatto con canali in cui sono presenti contenuti personalizzati rende l’esperienza dell’utente più arricchita e gratificante rispetto a quelli che non lo sono.  

Se noi andiamo a vedere come un software che integra la CI sfrutta i dati raccolti per alimentare sistemi di Marketing Automation che adattino i contenuti a seconda di chi li visita, possiamo portare il caso di THRON il DAM Intelligente che tra le sue features ha proprio il PCR (Predictive Content Recommendation), un tool che, con il supporto dell’AI, mostra contenuti che trattano di argomenti in linea con gli interessi dimostrati fino ad allora dal singolo utente.  

Questo strumento “lavora” in modo cross-canale perché anche se l’utente si sposta tra i vari siti (e-commerce, landing pages, sito web etc.) non viene mai perso di vista e il suo buyer’s journey viene guidato in maniera coerente, con i contenuti appropriati veicolati alla persona e al momento giusto e la customer experience che ne risulta è molto fluida.