I top trend del Content Marketing

Fatti trovare pronto, usa la Content Intelligence!

La Redazione
Content Intelligence Network

Cambia le regole del Marketing con la Content Intelligence


Parto da una premessa importante: che la
lungimiranza favorisca il business è un dato di fatto.

Proviamo a pensare solo per un secondo alla definizione stessa del termine, lungimirante è colui che, grazie alla propria acutezza, intuisce il probabile andamento delle cose e provvede per tempo.

Se le vostre aziende vogliono, per dirla con la celebre citazione di Bernardo di Chartres, farsi “nani sulle spalle di giganti”, vedendo cose più lontane essendo portati in alto dalla statura dei giganti, bisogna capire per tempo quali sono le direzioni in cui si stanno evolvendo le strategie di Content Marketing e regolarsi di conseguenza, per essere sempre un passo avanti rispetto ai competitors.

Teresa Litsa di ClickZ ha provato a individuare cinque tendenze che saranno padrone delle strategie dei prossimi mesi e noi ve le riportiamo concludendo con il citare una metodologia, la Content Intelligence (è l’Intelligenza Artificiale applicata ai contenuti) che già le racchiude tutte e sta spopolando nel panorama Martech, come testimoniato dal noto report di Brinker che ne cita diverse soluzioni.

 

Top of the Pops: ecco i cinque nuovi Content Marketing Trends

 

1) Serviti di una strategia

Se noi giudichiamo il valore di un contenuto dalla capacità che esso ha di “scatenare” il coinvolgimento negli utenti, dobbiamo armarci di righello e raccogliere più dati possibili sulle sue performances e ottenere quindi degli insights preziosi che ci aiutano a conoscere meglio il nostro pubblico. Avere tale set di informazioni e utilizzare una strategia data-driven consente di segmentare i contenuti in base alle esigenze dei consumatori, in modo da veicolarli alla persona giusta, nel momento e nel formato giusto incentivando la personalizzazione. È per questo che Teresa Litsa consiglia di investire nell’analisi dei dati e nei sistemi di misurazione dei contenuti: sapere come stanno performando aiuta a studiare le strategie editoriali più efficaci per raggiungere gli obiettivi prefissati. Sì, rilevare il Content ROI diventa fondamentale. Al giorno d’oggi il 47% dei marketers B2B non lo misura ancora e non sa giustificare il proprio lavoro con i vertici aziendali.

 

2) Usa i contenuti in supporto al buying cycle 

Il contenuto si rivela essere un ottimo strumento per accompagnare il consumatore lungo l’intero buyer’s journey nei diversi step del funnel (Awareness, Consideration, Decision). Diventa quindi importante associare il contenuto giusto ad ogni fase del funnel, per portare i clienti verso l’infinito – ops, verso la conversione – e oltre.

All’inizio del funnel, nel momento di discovery, ci vogliono contenuti che generino consapevolezza del Brand. È una fase delicata, in cui si cerca di capire cosa vuole l’audience e di “educarla” su questi stessi argomenti, aumentando la sensazione di valore percepita nei confronti del Brand che viene identificato così come una fonte attendibile. Al centro del funnel, nella fase di consideration, si cerca di far apparire il Brand come la soluzione al problema manifestato dal cliente e si veicolano tutte quelle informazioni che possono differenziare l’azienda dai suoi competitors. Infine, al termine dell’imbuto, c’è la conversione in cui si condividono contenuti che convincono a portare a termine l’azione di acquisto.

Il customer journey diventa una parte fondamentale nella canalizzazione di vendita. L'ideale sarebbe allineare il Content Marketing agli obiettivi di business. 

 

3) Pianifica la strategia con accuratezza

Il rapporto di Content Marketing Institute indica che il 38% dei marketers B2B che seguono una strategia dei contenuti non l’hanno ancora documentata. Cosa vuol dire? Manca, spesso, quella fase di pianificazione e impostazione degli obiettivi che può rendere il loro raggiungimento più mirato ed efficace.

 

4) Lavora sullo storytelling

Teresa Litsa sottolinea come le novità tecnologiche quali i bot, la ricerca vocale o gli assistenti digitali richiedano un ripensamento dei contenuti da parte dei Brands, i quali devono cominciare a mettere in risalto l’autenticità del marchio dando largo spazio a uno storytelling originale e accattivante. Lo scopo è sempre quello, far vivere la migliore customer experience al proprio pubblico.

 

5) Presta attenzione alle nuove tecnologie Martech

Se i dati sono diventati il “new oil” del business aziendale perché forniscono analisi “scientifiche” sul comportamento d’acquisto e sugli interessi dell’audience, abbiamo bisogno anche delle tecnologie in grado di analizzarli ed estrapolarli. Secondo il report del CMI, il 38% dei marketers B2B si muoverà in questa direzione, aumentando nei prossimi 12 mesi il budget destinato alla Content Marketing strategy. Con la tecnologia, infatti, è possibile raccogliere dati, automatizzare le attività di Marketing e ottenere i migliori risultati in termini di efficienza.

Esiste una strategia che combina già tutti questi trends ed è – come vi accennavo prima - la Content Intelligence. Con questa tecnologia, l’AI applicata ai contenuti la quale ricava dati sugli interessi degli utenti dalla loro fruizione, i Brands possono:

- analizzare la produzione e le performances dei contenuti

- comprendere quali sono gli argomenti che generano più interesse per una Content Strategy guidata dai dati e uno storytelling che risuoni con le aspettative dell’audience

- profilare gli interessi del singolo utente (anche anonimo) per poi personalizzare le CTA da proporgli

- aumentare engagement e conversioni in linea con gli obiettivi di business prefissati che auspicano l’offerta di una customer experience sempre più customizzata: la CI aiuta a proporre il contenuto giusto alla persona giusta nel momento e nel formato più idoneo allo step del buyer’s journey in cui si trova in consumatore

 

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e fatti trovare pronto nei prossimi mesi