Innovazione digitale: le dinamiche del mercato italiano

Andrea Lamperti
Direttore di Ricerca degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano

L’innovazione digitale è la più importante leva attraverso cui le aziende italiane possono guadagnare in competitività.

Ma quali sono gli ambiti in cui sta fortemente impattando? Una panoramica esaustiva ci viene dai dati sul mercato digitale italiano raccolti dagli Osservatori del Politecnico di Milano. Vediamoli insieme:
 

  • Il mercato italiano e-commerce

Il digitale ha rivoluzionato i processi d’acquisto dei consumatori, non solo con l’acquisizione di prodotti/servizi attraverso la Rete ma anche con l’abitudine di informarsi sui canali digitali prima di compiere le proprie scelte.

Il mercato italiano della vendita online è arrivato a “pesare” nel 2018 oltre 27 miliardi di euro, registrando una crescita del 16% rispetto all’anno precedente. Circa un terzo della spesa digitale in questo ambito viene destinato al settore Turismo&Trasporti, che arriva quasi a 10 miliardi di euro (con un +6% rispetto all’anno precedente). 

Altri comparti che stanno crescendo molto sono quelli di Informatica&Elettronica, Abbigliamento, Arredamento&Home Living e soprattutto Food&Grocery, con tassi che arrivano al 40% e più. Questo ci fa capire come l’acquisto di questi prodotti e servizi passi sempre di più attraverso canali digitali e non solo fisici.

 

  • Il mercato italiano dei media digitali

L’innovazione digitale ha rivoluzionato anche la condivisione dei contenuti da parte dei media. Quando parliamo di media digitali facciamo riferimento soprattutto a video e musica in streaming in abbonamento e a news online

In Italia a trainare il settore è il mondo dei video: si registra, infatti, l’abitudine diffusa di abbonarsi a servizi di condivisione video (pensiamo a Netflix per esempio) e una crescita notevole di nuovi servizi broadcaster italiani. La spesa dei consumatori relativa a questo ambito è pari a 122 milioni di euro

È cambiato molto, infatti, il nostro modo di fruire di serie tv, programmi, informazioni ma possiamo affermare con certezza che il video ha impattato su tutto il mondo della comunicazione online: pensiamo alla centralità che questa tipologia di contenuto riveste nelle strategie di Digital Marketing.

 

  • Il mercato pubblicitario italiano

Com’è suddivisa e com’era suddivisa la spesa del mercato pubblicitario in Italia? Ovvero come è e com’era ripartito il budget in comunicazione e pubblicità nei vari mezzi pubblicitari?

Facendo un confronto tra il 2018 e il 2008, possiamo evidenziare diversi cambiamenti: mentre la TV resta abbastanza stabile (siamo passati da un 54% di budget a un 48%, comunque primo fra i mezzi di comunicazione), a riconferma dell’importanza dei contenuti video, il canale Internet negli ultimi dieci anni ha praticamente sostituito il mondo della stampa.

Se oltre 10 anni fa il 30% della spesa pubblicitaria in advertising era destinato alla carta stampata, adesso il 34% (e quindi un terzo della spesa totale) è destinato al canale Internet. Parliamo delle piattaforme OTT, di grandi player internazionali come Google e Facebook che da soli detengono oltre il 70% del mercato adv e quindi raccolgono gran parte del budget pubblicitario delle aziende.

 

  • Il mercato IoT (Internet of Things) in Italia

Il mondo degli oggetti connessi, che ci permette di dialogare con loro in ottica di semplificare la vita di tutti i giorni, in Italia nel 2017 ha quasi sfiorato una spesa di 4 miliardi di euro, con una crescita del 32% rispetto all’anno precedente. 

Gli investimenti più “corposi” in ambito IoT sono destinati allo Smart Metering&SAM - i cosiddetti contatori intelligenti - e quindi al settore Utility. Crescono nel frattempo i budget destinati alle Smart Car (+47%), alle Smart Logistics (+45%) e alle Smart City (+40%) ma soprattutto alle Smart Asset Management (+75) con la comparsa di una domotica evoluta abilitata da smartphone.  
 

  • Internet of Value: la blockchain

Siamo assistendo a un cambio di paradigma importante: stiamo passando da una rete di connessioni a una rete che trasmette valore. È la cosiddetta Internet of Value: si tratta di una rete digitale di nodi che si trasferiscono valore, in assenza di fiducia in un ente centrale, attraverso un sistema di algoritmi e regole crittografiche che permettono di raggiungere il consenso sulle modifiche di un registro distribuito che tiene traccia dei trasferimenti di valore tramite asset digitali univoci.

In pratica è una rete che si autocertifica da sola. La tecnologia alla base di questo paradigma è la blockchain: in essa le informazioni sono strutturate come una catena di blocchi e raccolte in maniera distribuita. Tra i suoi pregi annoveriamo la tracciabilità delle transazioni e la sicurezza.

Per quanto solitamente la blockchain sia applicata al mondo della finanza, stanno crescendo gli investimenti in progetti di sviluppo applicativo in altri ambiti quale il mondo governativo, la logistica, i media e la comunicazione in generale. In assenza di fiducia in un ente centrale, si potrebbe certificare, ad esempio, che un investimento pubblicitario è andato a buon fine, posizionato esattamente sullo spazio e sul sito voluto.