L’Intelligenza Artificiale, la tecnologia che mette il turbo al business

Salvatore Palange
Founder@Fluel Innovation for Business

Quando si dice un fulmine a ciel sereno...

Sembra che l’AI sia apparsa nel mondo del business squarciando la notte come una folgore.

In realtà, anche se potrebbe sembrare una scarica elettrica in virtù del suo potenziale dirompente (la chiamano “la nuova elettricità”), non è una tecnologia nuova perché ha radici nella metà del secolo scorso ed è andata sviluppandosi negli anni Novanta e nel 2010 con il Machine e il Deep Learning.

Gli algoritmi AI partono da dati statistici (i cosiddetti input) e creano un modello atto a minimizzare lo scarto tra inferenza e valore osservato. Quello che sta facendo veramente la differenza è la sua applicazione al business: si calcola infatti che il 45% dei guadagni economici totali nel 2030 proverranno dai miglioramenti del prodotto, stimolando la domanda dei consumatori.

Stiamo vivendo un Rinascimento digitale supportato dall’AI e ogni azienda, di qualsiasi dimensione, se non vuole trovarsi spazzata via dallo tsunami in arrivo, deve comprendere il potenziale che questa tecnologia può portare ai processi operativi e decisionali.

Vediamo insieme quali sono alcune delle possibili applicazioni nel Marketing: 

  • Classificazione di contenuti tramite metadati o tag (es. soluzioni di Automatic Brand Recognition
  • Maggiore efficienza nei processi operativi ed editoriali 
  • Analisi delle preferenze e dell’intensità
    Grazie all’AI il computer è in grado di creare un modello predittivo: mi dice in fieri ove sono le maggiori aree di intensità, ovvero quelle che spingono maggiormente l’utente alla conversione. Un tool simile è ottimo per la progettazione editoriale perché posso pianificare e modificare il contenuto modulandolo sulle stime del modello fornito per ottimizzare il risultato finale. 
  • Sentiment Analysis: può essere fatto su immagini e testi per capire il sentimento nei confronti dell’azienda (positivo, negativo, neutro). Nel caso di testi ci aiuta quindi a capire se si parla e come si parla del marchio. 
  • Clusterizzazione: vi sono algoritmi che riconoscono le similarità di contenuti visualizzati analizzando pixel per pixel (es. Bllush) permettendo così di creare da contenuti simili gruppi simili e omogenei di clienti 
  • Recommendation Systems: “potrebbe piacerti anche” così Netflix e Amazon propongono i loro prodotti da visualizzare e acquistare, suggeriti dall’AI. Questo porta l’utente a non dover più dichiarare cosa gli piace perché lo stabilisce l’algoritmo, incentivando le Tali sistemi possono essere applicati a diverse tipologie di aziende: propongono contenuti in risposta alle azioni compiute da utenti che hanno dimostrato interesse verso determinate tipologie di argomenti. 
  • Nuovi canali e nuove interazioni
    Si stima che entro il 2021 più del 50% delle imprese spenderà di più in chatbot che in sviluppo di mobile app. E non solo, anche il vocale avrà un’impennata: in futuro i siti web dovranno avere contenuti che siano riconoscibili semanticamente dagli smart speakers degli assistenti vocali dato che rappresenteranno il 30% della navigazione da browser entro il 2020.   

 

AI e Marketing, a che punto siamo?

Scopri come la pensa Salvatore Palange

 

D: Come fondatore di AI-Intelligenza Artificiale Italia, qual è la tua impressione sul livello di implementazione delle tecnologie AI nell'ambito Marketing?

R: L’AI e tutti gli algoritmi di Machine Learning e Deep Learning sono già da tempo utilizzati un po’ in tutti i settori, solamente che fino ad oggi sono stati appannaggio delle grandi Corporation che ne hanno saputo fare un uso sapiente e mirato, con incrementi di fatturato considerevoli.

Oggi noi abbiamo l'opportunità di poter estendere questo vantaggio anche alle aziende di piccola e media dimensione nonché alle start-up (innovative o meno) che desiderano fare leva su un vantaggio competitivo molto potente. Ed è proprio questo che facciamo con Fluel: permettiamo anche alle realtà più piccole di poter avere algoritmi di AI nei propri processi e prodotti con una consulenza altamente specializzata, specifica e sicuramente accessibile.

L’adozione di queste tecnologie all'interno del panorama delle aziende italiane, che intercetto dalle discussioni che vedo all'interno del gruppo AI Intelligenza Artificiale Italia, sembra essere limitata ad alcuni casi specifici e abbastanza noti.

Tra le principali applicazioni che stanno spopolando vi è sicuramente quella degli assistenti virtuali mentre l’utilizzo più spinto di algoritmi avanzati si restringe ad aziende di più grande dimensione e il più delle volte risultano inglobati in processi più ampi soprattutto perché inerenti a metodi di stimolo delle vendite o ottimizzazione di processi.

È sicuramente arrivato il giusto momento per far fare un salto di qualità anche alle start-up e alle PMI italiane.

  

D: Secondo te quali sono i vantaggi legati all'applicazione dell'Intelligenza Artificiale al Content Marketing?

R: L’applicazione degli algoritmi di AI al Content Management sicuramente dà apprezzabili vantaggi soprattutto nell’automazione dei processi che possono essere ripetitivi o che devono basarsi sull'analisi continua di dati.

Quindi attività come la sentiment analysis, la produzione automatica di testi o una progettazione dei contenuti visivi con la consapevolezza preventiva della redemption del contenuto stesso diventa un elemento imprescindibile e sicuramente una leva competitiva notevole per il Content Manager e per il Marketing manager che vogliono realizzare, gestire e individuare contenuti con un alto ROI.