Intelligenza Artificiale, una nuova opportunità per l’editoria

Pierluigi Venneri
Digital e Web Specialist @TMS Edizioni Srl

A rischio burnout. Questa è la situazione delle redazioni giornalistiche, sopraffatte dal sovraccarico di informazioni che devono elaborare quotidianamente. È una sfida non da poco, dato che i giornali si trovano a competere nello stesso spazio con le nuove realtà abilitate dalla Rete (emittenti digitali, piattaforme OTT etc.).

I livelli di competizione sono due: da un lato i giornali devono essere in grado di generare grandi volumi di notizie in una quantità di tempo molto breve in modo da offrire opzioni di differenziazione, dall’altra devono creare contenuti di qualità che nessun altro ha sul mercato, quindi presentarsi con uno storytelling unico.

Lo scenario che si viene a creare è questo: nelle redazioni si lavora di fretta perché il web richiede un quantitativo maggiore di articoli per avere più visite in entrata. Ma ad essere penalizzata è la fiducia nei confronti del giornale come fonte autorevole. Sono sempre di più i quotidiani che sfruttano il clickbaiting in maniera selvaggia per rendere appetibili i loro contenuti e rubare click ai loro competitors.

È una lotta all’ultimo like quella per aumentare la reach dei propri contenuti social e indirizzare traffico verso l’homepage, ma non sempre è positiva. Viene lanciata l’esca, ad esempio “Sono accaduti dei fatti disastrosi”: l’utente vi clicca e vi trova un articolo corto e inutile, senza spiegazioni o senza notizie tali da giustificare l’allarmismo e il sensazionalismo del titolo. Non gli piace essere stato “abboccato” in maniera così subdola e non torna più.

 

Il ruolo dell’Intelligenza Artificiale

 

L’Intelligenza Artificiale può automatizzare i processi, risolvendo la sfida relativa al volume e alla differenziazione delle informazioni. Si parla sempre di più di automated journalism per indicare come le nuove tecnologie stanno rivoluzionando non solo la fruizione delle notizie ma anche la loro produzione.

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Ci sono già, infatti, casi di grandi testate a livello mondiale che ricorrono a sistemi AI per rendere più efficiente il lavoro dei giornalisti. Di seguito alcune modalità per cui sono impiegati:

  • Automatizzare la produzione di notizie a partire dai dati a disposizione. Questo vale soprattutto per gli ambiti finanziario e sportivo.
  • Utilizzare gli algoritmi per ricavare insight da grandi set di dati, alla ricerca di nuovi spunti editoriali
  • Farsi aiutare nelle operazioni di fact checking, individuando le fake news
  • Organizzare semanticamente i contenuti raccolti in archivio, grazie all’etichettatura automatica in metadati operata dagli algoritmi (speech-to-text, image recognition etc.). Ciò favorisce la loro reperibilità.
  • Misurare l’impatto dei contenuti sull’audience e abilitare la personalizzazione in tempo reale.

Ma non dobbiamo vederla come una sostituzione del lavoro umano. L’AI è un supporto che permette ai giornalisti, che non devono più dedicarsi ad attività noiose e ripetitive, di concentrarsi sui contenuti di qualità.

 

Una cultura che cambia

 

L’ostacolo maggiore non è nell’adozione di nuove tecnologie, bensì nel cambiamento di mentalità. Da parte dei giornalisti, infatti, si avverte un’impreparazione di fondo nei confronti di quella che è la cultura digitale. Ai suoi processi. Di certo, la tecnologia può coesistere con l’editoria

Mentre le tecnologie si evolvono, la natura del giornalismo rimane sempre uguale. Il giornalista deve essere pronto a sperimentare nuovi concetti, nuove tecnologie e nuovi strumenti

Fattori chiave del successo di una notizia: la capacità di generare volume in breve tempo; fare la differenza creando contenuti originali. Con l’Intelligenza Artificiale tutto questo è possibile, ma solo grazie al controllo dell’essere UMANO. Le macchine non sostituiranno la figura del giornalista ma consentono di liberare la creatività alla notizia. La figura del giornalista resta centrale in questo processo di evoluzione. 

Le testate giornalistiche stanno sperimentando, inoltre, nuovi formati conversazionali: in questo ambito rientrano i bot. Non si vuole più essere una stampa onnisciente che si limita a riportare i problemi di una comunità, ma una piattaforma che invita gli utenti a partecipare attivamente al dialogo, per comprendere meglio le notizie, confrontarsi ed agire su di esse.  

Tra i vantaggi di questi sistemi c’è la possibilità di produrre notizie in maniera più veloce rispetto a un essere umano, ma anche quella di scrivere lo stesso contenuto in molte lingue diverse. 

Su questa scia si inseriscono le strategie di social media automation customizzate: grazie ad algoritmi AI, è favorita l’evoluzione delle news. Al lettore non viene offerta più mera informazione ma un’esperienza editoriale cucita sui propri interessi, comportamenti e in linea con i trend del momento.