Internalizzare i benefici dell’Open Payments con AI e Machine learning

Paolo Marizza
Co-founder @Innoventually, Prof.@UniTS

La PSD2 rappresenta nei servizi finanziari l’Industry 4.0 dei pagamenti: una sorta di Payments 4.0, un cyber-phisical-system che abilita lo sviluppo di nuovi equilibri macro e microeconomici.

La direttiva sui servizi di pagamento (PSD2) va ben al di là di una semplice ri-regolamentazione del quadro giuridico esistente per i pagamenti; introduce un elemento fondamentale che cambia le regole gioco: l'obbligo per le banche di fornire accesso a terze parti (TPP) anche non bancarie alle informazioni sui conti detenuti dalla clientela presso di loro.

Le banche saranno infatti tenute a fornire l’accesso ai rapporti di conto a terze parti (TPP), ovvero a provider di servizi di pagamento (PISPs) e a fornitori di servizi di informazioni (AISPs), i due nuovi soggetti previsti dalla normativa.

L’entrata in vigore della direttiva consente quindi ai fintech, alle banche ed anche ai merchants di sviluppare nuovi prodotti e servizi di pagamento. Con l'aumento dei volumi di pagamento, atteso crescere in Europa a tassi superiori al 10% annuo, la frammentazione e la residua manualità della payment chain saranno superate da processi interamente digitalizzati.

Dall’identificazione all’autenticazione, al rilevamento e prevenzione delle frodi, alle interfacce tra operatori, alla compliance ed allo sviluppo di nuovi servizi, risulterà fondamentale l’utilizzo dell’AI.

 

Le novità portate dalla PSD2

La nuova Direttiva europea sui Pagamenti, la seconda Payment Service Directive (PSD2) introduce un’innovazione potenzialmente rivoluzionaria: si fonda sulla la possibilità di effettuare pagamenti mediante trasferimento diretto da IBAN debitore a IBAN creditore, utilizzando non più i tradizionali circuiti basati su carte di credito/debito, ma anche terze parti non bancarie (TPP -Third Party Providers) a ciò autorizzate per legge.

Le Banche, previo consenso del cliente/correntista, comunicheranno il “bene-fondi” on-line (Si/No pago), a fronte di una richiesta proveniente da queste terze parti, per l’importo oggetto del pagamento.

La nuova normativa - recepita dagli Stati membri il 13 gennaio 2018 - implica il superamento degli attuali assetti della value chain dei pagamenti, con importanti ricadute in termini sia di efficienza operativo-transazionale, sia di natura gestionale nelle attività di rendicontazione/contabilizzazione dell’evento generato dall’attività d’incasso da parte del creditore.

Il cambiamento normativo, nonché l’esigenza di trasferire i fondi dal conto corrente del debitore al conto corrente del creditore in modalità trasparente e diretta, avvertita dal legislatore europeo, vedrà nascere nuovi operatori e stimolerà la concorrenza, creando minacce e opportunità per gli assetti esistenti che altri paesi europei stanno già sperimentando.

Ad esempio, nel Regno Unito è stato già introdotto l’open banking, una forma ancora più avanzata di maggiore concorrenza ed apertura del sistema bancario rispetto alla PSD2. La possibilità per le terze parti di accedere ai conti bancari dei consumatori non solo per ottenere informazioni sulle transazioni e di istruire i pagamenti, ma anche di fornire servizi a valore aggiunto ai clienti si è quindi già concretizzata.

Ci sono nuove opportunità per i nuovi operatori di diventare fornitori di servizi commerciali ad ampio spettro per facilitare l'interazione tra pagamenti e l'infrastruttura bancaria aperta, in particolare nel retail e nelle utilities. Queste opportunità potranno generare un cambiamento epocale nel rapporto tra produttori, distributori e consumatori.

È una significativa opportunità per la distribuzione di grande, ma anche di piccola dimensione per  incentivare i clienti a passare a pagamenti più efficienti e anche istantanei da conto a conto, offrendo contemporaneamente una considerevole personalizzazione basata sui dati transazionali e di acquisto del cliente.

Non solo pagamenti

Recenti sondaggi rilevano che oltre il 90% dei retailers (food e non food) desiderano utilizzare la PSD2 per ridurre le commissioni sulle carte e tre quarti di loro vogliono anche utilizzare l’opportunità per ridurre l'impatto di frodi e violazioni dei dati. Ma soprattutto puntano ad utilizzare le informazioni sui comportamenti di spesa dei clienti per fornire offerte speciali e servizi personalizzati presso il punto vendita. Fenomeno che a sua volta provocherà un cambiamento radicale delle modalità e forme distributive dei punti di vendita stessi.

Si diffonderà una sorta di "disaccoppiamento dal debito", in base al quale l'autenticazione forte dell’identità del cliente fornita dalle piattaforme alle app del rivenditore consentirà di disintermediare i circuiti delle carte tradizionali (alcune proiezioni indicano che un terzo del volume delle carte europee potrebbe scomparire nei prossimi anni) e anche il POS fisico stesso. Amazon GO lo sta già sperimentando: auto-scansione dei prodotti del supermercato per alla fine vedere il carrello virtuale apparire sull’app dello smartphone con l'ID touch biometrico, che richiede conferma con un click di pagamento immediato dal proprio conto a quello dell’esercente. 

Per il cliente, la proposta di pagamento con un click, o anche zero click pre-autorizzato, evoca una proposta di debito, ma invece quando cliente esce dal punto vendita il denaro esce dal suo conto.

Queste logiche rappresentano una grande opportunità per i nuovi operatori che sviluppano un modello di business basato su dati e sulla monetizzazione delle informazioni attraverso le tecnologie dei big data, dell’apprendimento automatizzato e del digital marketing.

L'open banking e la PSD2 offrono l'opportunità di reinventare se stessi anche agli operatori tradizionali. Dopo tutto, uno schema di pagamento non è solo un flusso di dati che collega consumatori, banche, produttori e rivenditori. Le banche ed i circuiti di pagamento esistenti hanno decenni di esperienza per sfruttare sia le loro relazioni esistenti che quelle nuove che si presenteranno.

Questi cambiamenti fanno dire a molti che la nuova moneta è l’informazione e la capacità di sfruttarla con i nuovi modelli di business, siano essi piattaforme o altri modelli d’impresa.

Open banking e “open” payments (PSD2) stanno imprimendo forti accelerazioni a questi sviluppi.

I nuovi scenari che si aprono nel mondo dei pagamenti, richiedono un utilizzo massivo dell’AI, pena la marginalizzazione degli operatori e la commoditizzazione dei servizi.

 

Payments 4.0: la necessità dell’AI

Nei pagamenti, attività per definizione cross business/industry, si stanno affermando nuovi ecosistemi che dovranno necessariamente far leva  sull’intelligenza artificiale.

In un'epoca di open banking, le banche devono reagire più rapidamente e porre maggiore enfasi sulla gestione delle relazioni con i clienti. I prestatori di servizi di pagamento, d'altra parte, dovranno muoversi velocemente per consolidarsi rapidamente, pena la loro marginalizzazione e l’uscita dal mercato. È già in atto una competizione che si estende oltre i semplici servizi transazionali di pagamento e oltre i confini del settore. La stretta relazione che un servizio di terza parte (TPP) ha l’opportunità di instaurare con il consumatore e i dati che ne derivano renderanno il TPP un intermediario di grande valore per produttori e distributori di beni e servizi poiché gli insights ottenibili da data analitics e Content Intelligence rivoluzioneranno la comunicazione, il marketing e la pubblicità stessa. I TPP ed i Fintech che sapranno utilizzare l’AI nelle declinazioni della Content Intelligence potranno passare da approcci di unbundling a modelli di rebundling di servizi a valore aggiunto.

Per internalizzare questi benefici, l'industria dei pagamenti dovrà essere in grado di sviluppare modelli di marketing predittivo e di propensione su larga scala e in tempo reale e ciò sarà possibile solo con l'ampio uso dell'AI. 

L’AI sta già contribuendo a trovare anche il giusto equilibrio tra esigenze di sicurezza e facilità d'uso. Con il volume delle transazioni e il numero di clienti in continuo aumento i chatbots sono già ampiamente utilizzati nel settore finanziario per rispondere alle domande di routine.

Attualmente, il ruolo che i chatbots possono svolgere nella gestione delle relazioni con i clienti è però limitato. Ma gli sviluppi del Natural Language Processing (NLP), una branca dell'AI basata sull'apprendimento automatico, permetteranno di elaborare e comprendere accuratamente la parola umana, imparando mentre operano e potenziando le possibilità di assistenza digitale.

La NLP potrà anche alimentare la prossima generazione di servizi per i clienti. Con l'aumento della potenza di elaborazione disponibile e i ro-bot l'industria dei pagamenti potrà sviluppare processi basati prevalentemente sui bot nel customer care.

In breve tempo l'industria dei pagamenti sarà quasi interamente abilitata dall'AI.

I sistemi intelligenti eseguiranno le procedure di onboarding e know-your-customer, eseguiranno routing e backend di pagamento, analizzeranno continuamente milioni di transazioni e di dati non strutturati per segnalare anomalie e rischi di frode, ma soprattutto per alimentare modelli di monetizzazione dei dati individuando opportunità di marketing e di vendita.

Infatti, una delle applicazioni in cui la Content Intelligence risulta più promettente nel breve periodo concerne i programmi di marketing, di fidelizzazione e di reward dei clienti: il coinvolgimento contestuale e personalizzato del cliente, nella comunicazione di prodotto / servizio o nelle offerte promozionali, sta diventando la norma in molti settori. Le soluzioni analitiche che combinano dati transazionali storici e fonti di informazioni esterne abilitano e potenziano la capacità di sfruttare efficacemente le opportunità di cross e upselling, di comprendere le esigenze dei clienti, di personalizzazione dell’offerta e dell’esperienza d’acquisto.