La Content Intelligence, la migliore “ricetta” per il settore Food

Camilla Bottin
Content Manager @ THRON

Aggiungi un posto a tavola

 

Se siete yuppies o giovani donne in carriera abituati a ricorrere in settimana a pasti veloci portati da casa o al pranzo di lavoro nel ristorante convenzionato, l’idea di avere ospiti a cena nel fine settimana potrebbe mettervi addosso una leggera ansia. Cosa cucinare per fare bella figura?

Dicono che il 59% dei giovani tra i 25 e i 35 anni cucini con uno smartphone o un tablet a portata di mano e di certo voi non siete da meno: come tutti i vostri coetanei siete cresciuti a pane e digitale e sapete compiere ricerche online in autonomia. Il ricettario della nonna ce l’avete ma resta in soffitta, mica avete voglia di andarlo a cercare. Occupate in breve tempo la stringa dei motori di ricerca di Google o Youtube con frasi quali “How to cook that” oppure “How to make the best” a riguardo del piatto che avete in mente di allestire sui fornelli e per cucinare vi affidate alle ricette che trovate online.

Guarda caso, come rivela una ricerca di OneSpot, queste frasi sono tra le dieci più cercate su Youtube e Google. Se noi teniamo presente che il consumatore dà più valore a quei contenuti che informano (il 40%) e che educano (il 28%), i Food Brands che condividono asset digitali quali video, testi, casi d’uso di questo tipo, ovvero tesi ad alimentare il desiderio di creare qualcosa di delizioso, avranno probabilità maggiori di essere notati nel marasma di contenuti che la Rete restituisce al giorno d’oggi.

Con questi contenuti diventa più facile ingaggiare il consumatore e di conseguenza assocerà un’idea positiva a quei marchi che lo avranno ispirato, facendo visita ai loro negozi di alimentari o acquistando direttamente i loro prodotti. Il Food Content Marketing rappresenta allora un’opportunità da non perdere per creare relazioni sempre più forti con la propria clientela e si sa che, una volta “catturati”, i food lovers sono tra i fans più fedeli. Basta pensare a come BuzzFeed’s Tasty abbia oltre 94 milioni di seguaci su Facebook e gran parte dei social feed degli utenti sia legato a foto di cibo.

Se poi consideriamo anche i trends dei Millennials riportati da uno studio Nielsen, sappiamo come essi ci tengano a sapere come viene prodotto il loro cibo e vogliono vedere la storia che si cela dietro le quinte per cui i contenuti possono essere uno strumento eccezionale per soddisfare la loro curiosità. Oltre a suggerire metodi e ricette di preparazione degli alimenti, si possono raccontare i trascorsi e i benefici impattanti sul fisico di ogni singolo ingrediente, nel rispetto di quello stile sano che cercano di applicare in ogni aspetto del loro vivere quotidiano. I Millennials, infatti, danno molta importanza alla soddisfazione morale con la ricerca di cibo etico e biologico, cioè sull’aumento del gusto dovuta alla percezione di aver fatto la scelta giusta.

 

Il menù come lo vuoi tu

 

A questo punto dobbiamo trasformarci in Chef, in veri Carlo Cracco del Marketing e predisporre un menù di contenuti gustosi che possano soddisfare tutti i palati della clientela che ci verrà in visita. Ma se vogliamo rendere le nostre esperienze di marca veramente rilevanti, dobbiamo personalizzarle in modo che il legame con il consumatore si faccia sempre più stretto, fino a saldarsi in un vincolo inscindibile.  Per continuare con la nostra metafora culinaria, il menù di contenuti che proponiamo all’utente deve essere modellato sui suoi gusti personali ma per “estrarli” abbiamo bisogno del supporto della tecnologia, ovvero dell’Intelligenza Artificiale.

Con la Content Intelligence, ovvero l’AI applicata ai contenuti, possiamo massimizzare il loro valore con l’estrarre dati preziosi sugli interessi degli utenti che ne fruiscono. Siamo entrati nell’Era del cliente per cui se ne vogliamo uscire vittoriosi dobbiamo offrire al cliente un’esperienza “superiore”. Se, dall’analisi effettuata dai motori AI che scandagliano i contenuti visualizzati, ricaviamo che il nostro utente è vegetariano, mai e poi mai dobbiamo fornirgli offerte di pietanze con quelli che loro vedrebbero come “cadaveri”!

Al giorno d’oggi sono ancora pochi i Brands che dispongono di una strategia dei contenuti coerente e costante su tutti i canali con cui comunicano: un esempio virtuoso ci è dato da Taco Bell, gigante del Fast Food americano che sta raccogliendo i frutti della creazione di contenuti unici. Sui social spacca di brutto, come rivela NewsCred ha 1,1 milioni di follower su Instagram 1, 91 milioni di fan su Twitter e 66mila followers su Youtube (seguitissima la serie “For here to go” con video su come preparare ricette da leccarsi i baffi) ma il luogo dove avvengono le conversioni è il sito web, un vero e proprio hub di contenuti dove l’arte dello storytelling è di casa, con racconti di fans (c’è anche chi si è sposato in un Taco Bell!), dipendenti, informazioni varie, sempre presentate in forma piacevole ed accattivante.

Grazie alla CI, possiamo misurare come questi contenuti stanno performando e individuare i cibi e le storie “più gustosi”, ovvero quelli che attirano maggiormente l’interesse degli utenti e quindi ottenere un set di informazioni che, abbinate allo storico dei dati sui clienti già in nostro possesso, ci consente di ottimizzare le nostre strategie editoriali con gli argomenti che sappiamo essere più graditi e automatizzare il processo di personalizzazione con iniziative di Marketing Automation (email, suggerimenti intelligenti etc.).

Per fare un esempio, un’azienda del settore Food che personalizza l’esperienza utente è Halla che usa l’AI per fare previsioni sui pasti in base ai dati sulle loro preferenze alimentari tratti dallo storico degli ordini effettuati e “rivisti” in base al loro comportamento online. Oppure PetMio è un’azienda che offre un'alimentazione personalizzata per gli animali domestici in base ai dati raccolti sulla loro attività e sulla biometria.

Carrefour, appartenente al GDO del settore Food, si serve di THRON, il DAM che annovera la Content Intelligence al suo interno, per ottimizzare l’esperienza d’acquisto online grazie ai dati ricavati dalle interazioni tra utenti e contenuti, che vengono usati per raccomandare ad ogni persona i suoi prodotti preferiti.

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