Mercato ICT e Trasformazione Digitale: i 4 trend da conoscere!

La Redazione
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Come si sta evolvendo il settore ICT?

Vi sono attualmente delle tensioni e delle sfide complesse, dovute alla Trasformazione Digitale (DX), che si stanno riversando sulle dinamiche di questo mercato: quella che stiamo attraversando non è una semplice digitalizzazione della società e dell’economia, bensì una trasformazione più ampia e profonda che va sotto il nome di Quarta Rivoluzione Industriale.  

Quali sono gli aspetti e i trend futuri di questa “complessità”? A tale domanda ha provato a rispondere Assintel Report XL, la ricerca sul mercato ICT che Assintel (Associazione Nazionale Imprese ICT) ha commissionato a IDC Italia. 

Vediamo insieme gli elementi che, secondo noi, sono cruciali

1) Data is the new oil

Sta prendendo sempre più concretezza l’adozione di un modello di business data-centric: le aziende stanno ripensando il modo in cui i dati vengono acquisiti e gestiti in modo che, elaborati da algoritmi di Machine Learning e tecnologie Big Data, possano guidare le scelte operative dell’impresa.

Del resto, la monetizzazione delle informazioni e una cultura analitica sempre più pervasiva sono fattori gestionali che fanno la differenza nel mercato. Gli investimenti ICT italiani, pari a 30 miliardi di euro nel 2018, hanno visto una crescita del +0,7% rispetto al 2017 e in ottica prospettica cresceranno con un incremento medio annuo (CAGR) pari a +1,3% fino al 2021. 

2) Cloud Pubblico protagonista delle svolte evolutive delle aziende italiane

Il processo di diffusione del cloud è inarrestabile: sta raggiungendo anche le PMI che solitamente sono più avverse a programmi di spesa sulle nuove tecnologie. Secondo il report, il 50% delle PMI indicherà il cloud come una priorità di spesa per l’anno a venire e nei prossimi 5 anni cominceranno a concepire interamente i loro sistemi informativi pensando al cloud come prima scelta. 

Negli investimenti ICT in termini di volume e crescita, un ruolo di primo piano ce l’ha il Cloud Pubblico. La spesa in Italia raggiungerà 1,5 miliardi di euro a fine 2018, con una crescita del +28% rispetto al 2017, e proseguirà sino a sfiorare 1,9 miliardi di euro. 

Il cavallo da battaglia è il Software as a Service (Saas) che continuerà a generare la maggior parte della spesa italiana per Public Cloud: è passato da 750 milioni di euro a oltre 1150 milioni di euro nel 2018, con un tasso CAGR di + 23%. Tra i vantaggi si includono la facilità di utilizzo, la scalabilità delle soluzioni, il “pay-as-you-go” (paghi solo quello che consumi), i livelli di sicurezza certificati forniti dai Cloud Service Provider. 

3) Introduzione di competenze in ambito API

C’è una sempre maggiore attenzione da parte delle aziende per i processi di integrazione di servizi. Secondo la ricerca, le piattaforme per la Trasformazione Digitale sono ecosistemi applicativi aperti alla connessione esterna con qualsiasi partner o stakeholder attraverso un sistema di interfacce standard e di API. 

4) Nuove priorità business

Secondo la ricerca, i principali obiettivi dei progetti di digitalizzazione sono:

- sia nel B2B sia nel B2C miglioramento della relazione con i clienti attraverso l’adozione di un approccio customer centric

-  automazione ed efficientamento interno, con la conseguente riduzione e controllo dei costi (vale anche per le priorità IT) 

Ma tra le volontà espresse troviamo anche la necessità di utilizzare nuove tecniche di misurazione degli impatti dei propri progetti di innovazione e la riorganizzazione dell’impresa in modo flessibile, con team digitali trasversali e attività lavorative svincolate da un luogo fisico e orari rigidi (smart working).

 

Perché il DAM Intelligente è la summa di queste evoluzioni

 

C’è una soluzione tecnologica che a nostro parere rispetta tutti i trend sopracitati: è il DAM (Digital Asset Management) Intelligente ed alfiere di questa categoria è THRON. Vediamo perché: 

  • È una soluzione Saas, con tutti i benefici del caso (leggi qui) 
  • È facilmente integrabile con soluzioni preesistenti del cliente/partner 
  • Garantisce un approccio data centric e customer centric a partire dai dati che raccoglie grazie agli algoritmi di Machine Learning applicati ai contenuti. Questa strategia, detta Content Intelligence, misura il Content ROI: è possibile capire gli argomenti e i formati che hanno spinto maggiormente gli utenti alla conversione 
  • Automatizza e migliora la gestione dei contenuti grazie alla classificazione automatica operata dal motore semantico e li distribuisce in tutti i canali in cui comunica il brand, adattandoli alle caratteristiche specifiche di ciascuno di esso 
  • Centralizzando i contenuti su un’unica piattaforma, li rende ricercabili ma anche condivisibili in workflow di collaborazione a cui possono accedere sia dipendenti interni sia stakeholder esterni secondo diritti assegnati. Questo abbatte definitivamente i silos di dati e abilita metodi di lavoro innovativi come lo Smart Working. 

Di certo non è finita qui...