Metti il contenuto al centro: la rivoluzione copernicana del DAM Intelligente 

Antonio Comelli
Marketing Officer @ THRON

È un’evoluzione convergente quella che anima B2B e B2C.  
 
Il nuovo paradigma per comunicare è rappresentato dal contenuto, la “freccia” all’arco dei brand che vogliono costruire una relazione con la propria audience.  

Del resto, è semplice come se fosse un’equazione matematica: maggiore è il valore che il contenuto può portare a chi ne fruisce, maggiore sarà la fiducia che riusciremo a generare e quindi i ricavi 

Non dimentichiamo però che il contesto digitale ha portato alla creazione di una miriade di “piazze” virtuali in cui può avvenire l’interazione con l’utente finale. Non è mai stato così difficile ricostruire il percorso di navigazione, soprattutto ora che, complice il content shock, vi sono nella Rete contenuti che – tanti, troppi - non verranno mai visualizzati.  

Per cui nel brevissimo lasso di tempo in cui un potenziale cliente si presenta in uno di questi canali, bisogna esserci con un contenuto che soddisfi i suoi bisogni.  

 

L’industria dei contenuti 

 

La produzione dei contenuti non si discosta da un processo di produzione industriale e richiede una pianificazione accurata. Ma la maggior parte delle aziende si trova in difficoltà a gestirla, essendo gli asset digitali sparsi su diverse piattaforme.   

Vediamo un attimo le fasi del ciclo di vita del contenuto: dopo la sua “nascita”, avrebbe bisogno di essere arricchito con dei metadati per poter essere “compreso”, altrimenti ritrovarlo diventa un caosSi tratta di un lavoro manuale, lungo ed oneroso, che spesso le imprese tralasciano o affidano a maestranze di basso livello.    

Successivamente il suo “iter” prosegue con un processo approvativo in cui intervengono diversi soggetti, a volte anche esterni, spesso padroni di strumenti diversi: ecco che al momento della pubblicazione cominciano a generarsi criticità e inefficienze, con contenuti duplicati o non aggiornati etc. a minaccia dell’integrità del messaggio divulgato dal brand.  

E questo porta costi, soprattutto in termini di tempo speso dai dipendenti nella ricerca dei contenuti o nell’eseguire task ripetitive: perché non ottimizzare e automatizzare l’intero processo? 

 

La soluzione: il DAM Intelligente 

 
La risposta a tutto questo nella sua semplicità è quasi copernicana: bisogna mettere il contenuto al centro e lo si può fare solo con un DAM (Digital Asset Management) Intelligente, in grado di centralizzare tutti gli asset in un’unica piattaforma.  

Questo tool, infatti, è in grado di seguire tutte le fasi del ciclo di vita del contenuto, coinvolgendo le persone giuste al momento giusto con i diritti necessari. Tra l’altro l’archiviazione e la classificazione avvengono in maniera univoca per cui il contenuto, di cui esiste una sola versione, viene pubblicato da un punto centrale in tutti i canali con cui comunica il brand. Questo va a vantaggio della coerenza del messaggio.  

E non è finita qui. Visto che la relazione è bidirezionale, con il DAM Intelligente le aziende possono ottenere qualcosa in cambio dai contenuti che distribuiscono: informazioni sull’utente che ne fruisce. 

Del resto, se “siamo quello che leggiamo”, andando ad analizzare grazie all’Intelligenza Artificiale come l’utente ha interagito con i contenuti, possiamo sapere:  

 

- quali argomenti lo interessano maggiormente 

- quali tipologie di contenuto guarda di più 

- con quali canali interagisce di più  

 

Se poi andiamo a integrare questi dati con strumenti quali il CRM otteniamo una visione olistica completa del nostro visitatore, leva con cui innescare meccanismi di Marketing Automation veramente efficaci.  

 

La Content Intelligence di THRON 

 

La capacità dell’AI di estrarre dai contenuti informazioni che permettano di categorizzarli per renderli riutilizzabili nel tempo e raccogliere dati con cui profilare gli utenti che li usano è definita Content Intelligence 

Prendiamo come esempio THRON, DAM Intelligente che la integra nativamente.  

I suoi motori AI lavorano a due livelliIl primo comporta, tramite l’analisi semantica, la generazione di keyword (tag) che identificano gli argomenti predominanti di ogni contenuto. Questo processo di classificazione, che si affina sempre di più grazie agli algoritmi di Machine Learning che “imparano” e migliorano l’attività di tagging, si fa automatizzato, con grande risparmio di tempo.  

Senza contare che c’è la possibilità di introdurre i concetti strategici per il proprio business dando in pasto all’AI una tassonomia dove sono riportati. 

I contenuti, centralizzati, classificati e organizzati automaticamente, quando vengono distribuiti su tutti i canali dall’unica piattaforma offerta dal DAM Intelligente, intercettano in risposta gli interessi delle persone, sia profilate sia anonime.  

Vediamo quindi in breve i vantaggi di ricorrere alla Content Intelligence di THRON, illustrati durante l’evento “Brand Marketing Commerce for What's next” organizzato da Websolute 

 

1) Processi più efficienti 

La centralizzazione e la classificazione dei contenuti porta i brand a riprendere il pieno controllo della loro gestione. Possono essere ricercati e riutilizzati facilmente.  

 

2) Semplificazione dell’infrastruttura 

Grazie al Content Delivery Network Integrato i contenuti vengono pubblicati velocemente su tutti i canali e possono essere aggiornati o ritirati in tempo reale.  

 

3) Aumento di engagement e retention 

Conoscendo le preferenze degli utenti si può comunicare in modo personalizzato con ciascuno di loro.