L'Intelligenza Artificiale a sostegno della marketing automation

È arrivata l'era delle email personalizzate (finalmente!)

Sono passati cinque anni dalla prima volta che ho acquistato un volo Milano - Lisbona per iniziare il mio Erasmus. Sarebbe stato l'anno più bello della mia vita, ma ancora non lo sapevo. Un’altra cosa che non sapevo era che Internet mi avrebbe continuato a proporre di acquistare biglietti Milano - Lisbona per tutti gli anni a venire.

Gli algoritmi che stanno dietro a questa raccomandazione sono intelligenti, ma fino ad un certo punto. Sanno che ho già preso quel biglietto e che quindi ho avuto a che fare con il Portogallo. Però qui si fermano e non si riescono ad interrogare su com’è proseguita la storia. Non si modificano man mano che la mia vita, invece, lo fa.

marketing-automation-email-sprecate

Che reazione spera di ottenere la compagnia aerea che mi manda le email? Che riacquisti il biglietto.

La nostalgia è l’arma migliore, certo.

Ma ci sono altrettante variabili da considerare. Innanzitutto, il prezzo.

Mi sono ritrovata a comprare i biglietti a pochi giorni dalla partenza, impegnata com’ero con tutte le altre attività di preparazione. Ho trasportato metà camera. Insomma non ho badato a spese.

Se ora dovessi tornare a Lisbona, cercherei le offerte migliori. Forse, cambierei compagnia. Ma non si può mai dire: loro ci provano e io capisco. Non possono sapere le mie motivazioni.

Ora, si dice che le donne facciano le drammatiche e quindi lasciatemi sfoggiare un po’ il mio lato da Eleonora Duse per spiegarvi cosa sta succedendo. Un’altra cosa che il brand non sa, è com’è andata la mia permanenza in Portogallo. Voi lo sapete, l’ho scritto all’inizio: l’esperienza migliore della mia vita. Ciò non toglie che potrei essere tornata a casa con l’amaro in bocca. Che qualcuno potrebbe avermi spezzato il cuore per sempre. Che non ho mai più rivisto i miei colleghi perché sono sparsi per il mondo. E altre cose ancora che convogliano in un climax drammatico che mi fa piangere ogni volta che ci penso.

Mi seguite? Tutte le email che mi sono arrivate sono state sprecate.

Poco male, direte voi.

Ma la compagnia aerea avrebbe potuto saperlo e agire di conseguenza. Avrebbe dovuto sfruttare le informazioni che lasciavo in internet.

Ad esempio?

Intanto notare che non stavo più cercando voli per il Portogallo sul loro sito web. Questo sarebbe stato già un segnale significativo.

Successivamente, che aprivo le loro email ma non procedevo oltre. In ultimo, che leggevo spesso contenuti sui Caraibi nel blog della compagnia.

Una possibile soluzione poteva essere inviare email automatiche con un più ampio spettro di offerte o con contenuti laterali, non necessariamente di prodotto, magari a tema Santo Domingo o Jamaica.

Questo è un semplice esempio tratto dalla mia esperienza personale. Ci insegna che spesso l’email marketing si pone obiettivi non raggiungibili. Non perché punta troppo in alto, ma perché non ha abbastanza dati a disposizione.

La Content Intelligence nasce anche per questo,

  • misurare la performance di un contenuto (le offerte che mi manda la compagnia aerea via mail) e agire di conseguenza.
  • Seguire il comportamento di un utente (me stessa) online (sul sito della compagnia aerea) e collezionare i dati che ne derivano.

    Insomma, per far sì che si costruiscano email efficaci, che portino risultati concreti.

    D’altra parte, fa sì che i marketers non perdano intere giornate a rincorrere l’idea creativa: indipendentemente dalle parole e immagini che usano, io a Lisbona non ci andrò. Ai Caraibi forse sì.

    Capire a priori gli interessi degli utenti, permette ai team di marketing di creare più versioni di una mail, riuscendo così a coprire uno spettro di interessi più ampio e ad inviare contenuti personalizzati agli utenti.

    Parlo da utente: è quello che ho sempre sognato!