Rendi più data-driven la tua Content Strategy!

Gli strumenti a disposizione del Content Strategist

Gaetano Masi
Chief Growth Officer @KPI6

Avere a disposizione degli strumenti data-driven per la creazione dei piani editoriali è fondamentale, che si tratti del blog aziendale, di uno spazio per contenuti istituzionali oppure di un vero e proprio strumento di vendita Inbound. I contenuti che popolano i vostri profili proprietari su ogni canale, infatti, incidono significativamente sulle performance del vostro business

Prima di fare una scelta, sono molte le variabili che un Content Strategist deve considerare: tipologia di canale, argomento, orario di pubblicazione, keyword da utilizzare, tono di voce, soggetto e mood delle immagini. 

Nell’era in cui viviamo si parla tanto di decisioni data-driven: le tecnologie a disposizione affinano costantemente il loro livello di efficacia, tanto da metterci nelle condizioni di non lasciare più nulla al caso. 

Ecco una panoramica dei migliori strumenti data-driven di Content Strategy che sono oggi a vostra disposizione.

 

Il trending hunting

 

Rintracciare i trend e le tendenze, cercando di riadattare il contenuto da produrre per cavalcare un argomento di tendenza è uno step imprescindibile. Senza questa fase, è davvero difficile comparire nei primi risultati di una search o raggiungere livelli importanti di reach organica sui social. 

Gli strumenti a disposizione sono infiniti. Tra quelli citati, alcuni sono totalmente gratuiti e restituiscono output immediati quanto superficiali, altri invece possono avere dei costi elevati e i risultati che forniscono possono essere frutto di analisi molto complesse. 

Tool n°1: Buzzsumo 

BuzzSumo è uno strumento di ricerca e monitoraggio le cui funzionalità principali sono: 

  • Trovare i contenuti più condivisi sui principali social media: potete inserire il vostro dominio o un altro dominio e vedere cosa è stato condiviso;
  • Trovare influencer relativi a particolari argomenti;
  • Trasmettere avvisi in base a parole chiave, nome del marchio, link, nome dell'autore o dominio;
  • Monitorare i concorrenti e fare un'analisi in base al loro contenuto.

Nell’area gratuita del tool avete a disposizione la classica search-bar con la possibilità di utilizzare semplici regole booleane per trovare solo ciò che realmente vi interessa.

buzzsumo

Tool n°2: Google Trends

Sicuramente lo avrete utilizzato per capire velocemente l’hype che c’è dietro un argomento o una parola chiave. Ma ci sono vantaggi un po’ meno evidenti, che non saltano subito all’occhio: 

  • Identificare trend stagionali. In questi casi produrre un contenuto ad hoc nel momento del picco e ottimizzare le pagine più rilevanti prima che il picco si verifichi, può dare una spinta importante al vostro contenuto, indipendentemente dalla concorrenza su quella keyword.
  • Evitare di utilizzare keyword “unicorno”. Se non volete rischiare di vedere distrutte le aspettative su una keyword estremamente trendy e “sexy”, incrociate sempre i dati con keyword e argomenti correlati, in modo da dare consistenza alla vostra intuizione.
  • Utilizzare anche le altre tipologie di ricerca e confrontare la stessa ricerca appena fatta su Google anche su Youtube. A volte, infatti, alcuni trend possono avere un andamento diametralmente opposto pur essendo legati allo stesso argomento.

 

Social Media Monitoring

 

Chiamato anche Social Media Listening, è un insieme di processi di comprensione del linguaggio naturale, orientati alla interpretazione di milioni di post pubblici generati sui social network ogni giorno. Grazie a tecnologie di data visualization e algoritmi di Intelligenza Artificiale, questi sono in grado di fornire insight azionabili per diversi ambiti di ogni business. 

Vi racconterò di tre semplici procedure per migliorare le performance dei vostri contenuti. 

Tool n°1: Word Cloud

È la visualizzazione più nazional-popolare di tutta la Social Media Intelligence. Presente ormai anche nei più diffusi formati televisivi, la “nuvola delle parole” è un modo di visualizzare le parole più frequenti (o gruppi di parole nel caso di particolari accorgimenti per digrammi e trigrammi), all’interno di più contenuti testuali. Solitamente la distanza dal centro, la grandezza del font utilizzato, l’intensità di colore (una o più di queste variabili) concorrono a mostrare in maniera più evidente ciò di cui si sta parlando. È come avere un assistente che legga al posto nostro il contenuto per noi; in futuro vedremo anche come algoritmi di entity extraction e topic detection possono ulteriormente migliorare questo tipo di visualizzazioni. 

I documenti analizzati (post o commenti di Facebook, tweet ecc) hanno anche una data e un orario associato. Diventa quindi semplice analizzare word cloud che si riferiscono a intervalli di tempo specifici, per evidenziarne le differenze. 

Vantaggi: 

  • A parità di competizione di determinate keyword, potete scegliere di utilizzare o meno alcune di esse, aggiungendo l’informazione proveniente dall’analisi delle frequenze sui social.
  • Indipendentemente da quello che è il vostro piano editoriale del blog, potete riproporre i relativi post, riformulando il copy in base a quelli che sono i topic emersi dalla vostra word cloud.
  • Potete monitorare un evento di settore, come ad esempio il Salone del Mobile, per capire quali sono i trend più recenti. 

Tool n°2: Image Analysis 

Sareste in grado di determinare l’effort per la produzione di contenuto? Quanto tempo dedicate alla stesura del contenuto? E quanto alla ricerca del soggetto giusto per le immagini da annettere? 20 - 80, 30 - 70, o forse sarebbe meglio dire 50 e 50? 

Utilizzando le stesse tecnologie di Natural Language Processing, dato un campione quanto più rilevante possibile di post, è possibile prelevarne i contenuti multimediali come le immagini e analizzarne il contenuto, classificandolo in base a una serie di parametri. Ad esempio, si può analizzare l’immagine in base al suo contenuto, all’ambiente raffigurato, ad altri elementi rilevanti come persone, oggetti, stati d’animo, colori prevalenti, oltre che a tutta una serie di informazioni come gli hashtag, il numero di like e condivisioni.

Torniamo all’esempio del Salone del Mobile: che tipo di arredamento è presente nelle immagini dei post dei visitatori della fiera? Quali sono i soggetti rappresentati nei contenuti che creano maggiore engagement? Una buona analisi associata ad un paio di click per estrapolare queste informazioni ed ecco che il vostro ventaglio di ricerca di immagini per i contenuti si riduce notevolmente. 

Tool n°3: User Habits userhabits

Sicuramente conoscete Buffer, uno degli strumenti di publishing e di management dei contenuti social più celebre. Fra le varie funzionalità, una di particolare interesse è rappresentata da una tabella che mostra gli orari di pubblicazioni migliori per i vostri post futuri, con la possibilità di settare la programmazione dei post sulla base dei suggerimenti forniti dall’Intelligenza Artificiale.

Purtroppo questo e tanti altri strumenti di Social Media Publishing ragionano sulla base dei canali proprietari e delle relative audience. Questo limita fortemente l’estrazione di un dato veramente significativo. 

Immaginate di conoscere gli orari di condivisione di tutti i post che parlano di arredamento, gli orari di pubblicazione di tutte le principali pagine facebook (non più solo la vostra), di tutti gli utenti che hanno twittato dal Salone del Mobile condividendo un’immagine di Instagram. 

Oppure immaginate di poter fare lo stesso tipo di analisi ma nel mondo anglosassone, in previsione dell’apertura di una nuova categoria, destinata a lettori di un’altra lingua e paese, quindi con abitudini e un fuso orario completamente diversi dal vostro. Tutto questo non sarebbe possibile con strumenti che si limitano all’analisi dei dati relativi ai contenuti presenti sui vostri canali proprietari. Ad esempio, gli Insight nativi di Facebook, o appunto i suggerimenti sugli orari di pubblicazione di Buffer.

buffer

Nell’esempio sopra, state visualizzando un anno di tweet che parlano di chef Locatelli, fortemente polarizzato nei momenti legati alle dirette del format Masterchef, in onda in Italia il giovedì sera. 

Il vantaggio, in questo caso, è quello di poter capire come la partecipazione al programma di chef Locatelli ha creato engagement in base all’ora e al giorno della settimana, indipendentemente dalla pagina o dall’account che gestite. Questo vi permette di capire quali sono gli orari migliori per sfruttare l’argomento potenzialmente correlato al vostro calendario editoriale.

 

Conclusioni

 

Fino ad oggi gli standard hanno imposto ottimizzazioni SEO e keyword planning tarati nel migliore dei modi. Ma spesso le performance dei contenuti sono state influenzate da eventi che accadono soprattutto al di fuori dei vostri canali proprietari e quindi, al di fuori dal vostro controllo. 

Oggi non è più così: potete infatti sfruttare a vostro vantaggio gli enormi volumi di post social e opinioni non sollecitate di tutto il mondo, su quelle industry che interessano il vostro business o la vostra redazione (piccola o grande che sia).