Strategie di creazione del valore e Content Intelligence: misurare è possibile

La Redazione
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Al giorno d’oggi, a fronte della quantità di investimenti che le aziende fanno nella strategia di contenuti e di interazione con gli utenti, è sempre più urgente trovare strumenti efficaci di monitoraggio e misurazione. Il contenuto è un mezzo straordinario per stringere una relazione duratura con le persone, ma se non è misurabile è difficile capire l’effettivo impatto che ha sugli obiettivi di business e sapere quanto contribuisce alla customer experience. Al contrario, poter individuare quali siano i testi, le foto, i video più rilevanti per il target di riferimento permette di massimizzare gli investimenti relativi e assicurare al cliente la soddisfazione.

Di ciò si è parlato all’evento organizzato da Content Intelligence Network e AKQA, in un contesto che vede i brand in difficoltà quando è ora di mettere in atto attività per misurare il ROI delle attività di marketing.

 

 

Umberto Basso, Managing Director AKQA Italia, apre l’incontro spiegando che la CX è resa sempre più complessa dalla proliferazione di canali, mezzi, modalità con cui l’utente si relaziona con un brand. Le aziende, quindi, non possono più fare a meno dell’intelligenza artificiale come valido supporto alla progettazione di customer experience sempre migliori. Perché questi algoritmi siano veramente un asso nella manica per i marketers, però, non possiamo lasciarli lavorare in autonomia: è fondamentale gestirli e allenarli, oltre che far crescere in azienda la cultura dell'analisi del dato, in modo da trarre il massimo valore dalle informazioni che ci forniscono.

Proprio l’AI, messa al servizio dei contenuti, è la formula che aiuta i brand a stringere relazioni sempre più strette con i clienti: lo dice Ryan Skinner di Forrester Research, ospite speciale dell’evento, che introduce la Content Intelligence come strumento utile per

  • comprendere come sono gli utenti;
  • migliorare le experience;
  • misurare le performance di content marketing.

Non solo contenuto, insomma, ma analisi e metriche per capire cosa funziona e cosa no presso gli utentiAngela Barison, Head of Strategy AKQA Italia, conferma, infatti, che il contenuto, se percepito come rilevante, è un driver fortissimo di fidelizzazione e conversioni. Come costruire, allora, un contenuto che ci dia questi risultati? Rispondendo alle esigenze, attese e inattese, delle persone lungo tutto il loro journey. Soltanto così il brand riescono a costruire importanti brand experience che durino nel tempo. A questo proposito, Giuseppe Folonari, Head of Business Strategy AKQA Italia, ci ha illustrato il modello (Brand Experience Assessment) strutturato da AKQA in collaborazione con l’Università Bocconi, che aiuta le aziende a identificare le aree di eccellenza della propria CX e quelle su cui occorre lavorare.

Antonio Guarino, Head of Data science and consumer insights AKQA Italia, chiude l’evento con un caso pratico: attraverso l’uso di un software di CI dimostra che conoscere il proprio cliente e i suoi interessi è la base su cui un brand può costruire le proprie attività di comunicazione. Grazie al tracciamento fatto dalla AI delle interazioni realmente effettuate dagli utenti con i contenuti realizzati dal brand, infatti, ci ha mostrato quali dati straordinari si possano ottenere, così da migliorare la contact e content strategy, oltre che le scelte di investimento.

La misurazione del ROI delle attività di marketing, anche con il supporto dell’AI, fa sì che il brand riesca a personalizzare la customer experience in modo scalabile e a costi bassi, rafforzando la fiducia e la fidelizzazione del cliente e impattando direttamente sulle performance del business.

Di seguito puoi guardare lo showreel dell’evento, con interviste inedite ai relatori. Nei prossimi giorni pubblicheremo i reportage degli interventi.