Trova le tue tribù con la Content Intelligence

Scopri gli interessi di ogni appassionato e parla la sua lingua!

Camilla Bottin
Content Manager @ THRON

Avete mai letto “La mucca viola” di Seth Godin? Io ho avuto occasione di rispolverarlo da poco e di trovarlo ancora terribilmente attuale e ispirante, considerando che sono passati più di quindici anni.

Godin teorizza, infatti, il fallimento del complesso industriale televisivo che per decenni ha “martellato” i consumatori con messaggi interruttivi: la saturazione di contenuti e la maggiore consapevolezza degli utenti, con più scelte e meno tempo per fruirne, ha portato a una selezione basata sul criterio della rilevanza.

Ecco che il noto guru pone l’accento su un nuovo modo di diffondere le idee: al giorno d’oggi per distinguersi bisogna essere notevoli, ovvero degni di nota. Una mucca marrone non susciterebbe alcun moto di sorpresa, mentre una viola sì.

Per creare questo effetto “wow” bisogna capire le aspettative delle persone e superarle, dando loro quello che desiderano veramente.  

 

Augh grande capo!

 

Il segreto sta proprio nell’isolare le tribù, trovare l’otaku di ogni utente, una parola giapponese che indica quell’ossessione, quella “fregola” a cui si darebbe assolutamente un seguito perché pizzica le corde più intime dei nostri impulsi all’acquisto. 

Secondo Godin se vuoi creare un “virus” che diffonda il tuo messaggio in maniera contagiante, non devi rivolgerti a un mercato di massa bensì dedicarti a quei gruppi ristretti di persone disposti ad ascoltarti. Vendere un’idea senza una comunità di otaku è quasi impossibile. 

A questo punto entra in gioco la Content Intelligence. Monitorare, grazie all’AI, il “consumo” dei contenuti da parte degli utenti, permette di estrarre dati sui loro interessi. Qualcuno ha detto “Dimmi cosa leggi e ti dirò chi sei”: niente di più vero. 

Due sono gli step del ciclo di vita dei contenuti a contatto con l’AI: gli algoritmi di Machine Learning prima li classificano semanticamente e poi associano le etichette identificative degli argomenti trattati al profilo dell’utente (anche anonimo) che è entrato in loro contatto. 

Con questo prezioso set di informazioni, da integrare ai dati già in possesso del CRM, diventa facile riconoscere le comunità di otaku in base agli interessi dimostrati e rivolgersi a loro con un messaggio personalizzato che è aderente con le loro passioni. 

Gli studi dimostrano che le pubblicità targettizzate vengono accolte con maggiore favore: si legge su PMI-dome che il 67% degli intervistati giudica fondamentale che i contenuti siano personalizzati secondo le proprie passioni. 

Radio RTL 102.5 sta lavorando in questo senso: si serve, infatti, di THRON, un DAM Saas che integra la Content Intelligence, per offrire un palinsesto di contenuti personalizzati sulla base dei propri interessi. I risultati in termini di engagement sono davvero positivi: la retention è aumentata del 620%, aumentando in maniera esponenziale il valore degli spazi commerciali

Un contenuto che ingaggia è tanta roba, si sa che i contenuti giusti veicolati al momento giusto del buyer’s journey conducono gli utenti a convertirsi (e quindi a monetizzare). Prova a pensare a un fan di Star Trek che si sente salutare in klingon, la lingua parlata dalla razza aliena del telefilm... ti seguirebbe subito! 

Addio ai messaggi di massa. Con la Content Intelligence è possibile soddisfare ogni singolo utente e farlo sentire parte della tribù!